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Il sogno è sempre lo stesso

di Marco Simoncelli Sic su Smemoranda 2012 - Dream

Quando andai, gasato da matti, a provare per la prima volta una mini-moto sulla pista di Cattolica, a 6 anni, ci rimasi malissimo, perché c’erano dei bambini che andavano come dei missili, e praticamente mi davano un giro ogni tre! Mi ricordo che dentro di me pensavo: “Dio bo’ se viaggiano!”. E mi dicevo: “Ma te, vuoi vincere il mondiale delle 500 cc e 2 bambini ti suonano come un tamburo!?! Sarà meglio che prima impari ad andare come loro…” Così era cambiato “leggermente” il mio obbiettivo… in effetti era meglio fare un passo per volta. Ma il sogno era sempre lo stesso.

Così ho iniziato ad andare a girare con la mini-moto a noleggio, praticamente tutte le domeniche, fino a che mio babbo me ne ha comprata una e nel 1996 a nove anni ho iniziato a fare le gare. In quegli anni sono arrivato due volte secondo e due volte ho vinto il Campionato Italiano, battagliando anche con quei due bambini che, il giorno del mio debutto, non vedevo neanche. Ero riuscito ad arrivare dove, qualche tempo prima, mi sembrava impensabile. A quest’obbiettivo ne sono seguiti molti altri, ognuno che mirava un po’ più in alto del precedente; ma la storia è stata più o meno sempre la stessa. Non sono mancate le docce fredde, i momenti difficili in cui sembrava impossibile trovare la via d’uscita. Ma proprio in quei momenti, il sogno che covi dentro di te, ti può dare la forza di uscirne. Il mio, oggi che ho 24 anni e corro in MotoGP, è ancora quello di quel bambino che guardava le gare di moto in TV con il suo babbo.

Ragazzi, con determinazione, spirito di sacrificio e un sogno nel cassetto si può fare molta strada… Provateci! A me è capitato!

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