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Quel bambino ha sei anni

di Gioele Dix su Smemoranda 2010 - Che storia!

Quel bambino ha sei anni. È un tipo solitario e parla poco. Gioca con le macchinine nel suo mondo pieno di traffico e di autostrade tracciate sul parquet del salotto. Però, sai quando si accende sul serio? Quando il suo papà, grande automobilista, anzi automobilista grande, lo fa sedere accanto a lui mentre guida, finestrino aperto e vento sulla faccia. Quella è gioia allo stato puro, potrebbero andare in capo al mondo. Ma non si può perché a casa c’è una minestra pronta che aspetta e tocca sempre rientrare.

Ora quel bambino ha dodici anni. Gli dicono ragazzo, ma lui è consapevole del motore che ha, troppo giovane e bisognoso di rodaggio. Prega che il tempo passi in fretta, anche perché sai quella famosa difficoltà a parlare? Peggiorata, capace che stia zitto per intere settimane. E invece a Marina, quella ragazzina che lo fa tremare - che non ci ha quasi dormito la notte scorsa – due parole giuste gli piacerebbe saperle dire. Avesse almeno la patente, ruberebbe l’auto rossa che c’è lì in vetrina dal concessionario e via con lei. Al limite, data la fottuta paura, anche senza di lei.

Ora quel ragazzo ha diciotto anni. Gli dicono giovane uomo e pure maggiorenne, ma lasciamo stare come si sente veramente lui dentro, ingolfato come minimo. Però può finalmente guidare, ha preso la macchina del padre diciamo così con un giro di parole “in prestito”, che se lui lo scopre gli riempie la faccia di schiaffi. Fa il gradasso e sgomma per farsi coraggio, però il vero problema è ancora la sua timidezza. Credeva bastasse accostarsi e aprire la portiera, ma le donne sono assai complicate, non si capisce mai se e quando saliranno a bordo.

Ora quel giovane uomo ha trentatré anni. Ha una bella famiglia e un buon lavoro, meglio per lui. Ha anche una gran macchina tutta sua, pure ecologica, il che non guasta. È in autostrada e mentre guida riannoda col cervello i fili della sua esistenza, sei dodici diciotto anni. Poi guarda nel retrovisore e vede suo figlio che dorme sul suo seggiolino. Giuro, gli scappa un sorriso. Che buffi pensieri fa un automobilista di notte per cercare di non addormentarsi.

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