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L'arancia verde azzurra

di Sylvie Coyaud su Smemoranda 2004 - Che mondo

"La scienza è il territorio dei miei giorni, la fantascienza è il paesaggio dei miei sogni". 
Freeman Dyson, fisico, Princeton University.
Prima, era facile: di vivibile c'era soltanto questo mondo qui. Adesso, c'è l'imbarazzo della scelta. Su Marte si sono trovate tante di quelle tracce d'acqua che converrà andarci col canotto. Sempre che fra missioni europee e americane, nella Vallis Marineris non si verifichino ingorghi da raccordo anulare. Acqua, ce n'è anche sulla Luna ma tra poco sarà inquinata. Una ditta californiana, la TransOrbital, ha ottenuto dal governo statunitense - proprietario del terreno, si presume - l'autorizzazione di usarla come discarica. Volete liberarvi della vostra vecchia Barbie o delle ceneri del trisnonno? Vi basta mandare ventimila dollari, al grammo, e il pacchetto alla ditta che ci pensa lei a sistemarlo a bordo del razzo Trailblazer che ci pensa lui a sganciarlo nel Mare della Tranquillità. 
Meno male che aveva ragione Giordano Bruno, di mondi ce ne sono altri. Fuori dal nostro sistema solare, negli ultimi sette anni si sono trovati un centinaio di pianeti. A prima vista sono poco ospitali, giganti gassosi lontani dall'orbita giusta detta in astronomese "habitable zone" perché persino gli astronomi sono antropocentrici. Non è il caso: nella solfatara Pisciatella di Pozzuoli, abbiamo conosciuto un batterio, noto fino a pochi anni fa come Caldariella acidofila anche se per esigenza di nomenclatura internazionale adesso lo chiamano Sulfolobus solfataricus, che troverebbe abitabili le nubi di Venere. Secondo noi, colonizzerebbe volentieri l'atmosfera del pianeta che gira attorno a 47 Ursae Majoris. Anzi, adesso che ce lo fate venire in mente, forse l'ha già colonizzata. Bisognerà controllare. Che sia arrivato a Napoli dalla stella 47 dell'Orsa Maggiore, saltabeccando dalla scia di una cometa all'altra fino a raggiungerne una nel mare di Oort, proprio ai confini del nostro sistema? O che sia stato il primo topo ad aver abbandonato la nostra nave facendo il percorso inverso? Da come si mettono le cose qua, propendiamo per la seconda ipotesi.
Tornando a bomba - "a bomba"? strana lingua, l'italiano. No, grazie - per tornare al tema, se ancora non si era trovata un'altra arancia blu avvolta da gas biofili con sotto oceani di H2O mossi da una dolce brezza, era solo per un effetto ottico. Anche con i telescopi di oggi, un ciccione brillante come Giove salta all'occhio più di una nanerottola opaca come la Terra.
Meno male che oltre a Giordano Bruno, hanno ragione anche Serge Tabachnik e Kristen Menou, guarda caso entrambi della Princeton University come Freeman Dyson. Di pianeti abitabili, hanno scritto sull'Astrophysical Journal all'inizio del 2003, è piena la galassia. Degli 85 sistemi solari di cui finora si sa che hanno parecchi pianeti, un quarto ha la configurazione giusta perché una Terra-bis non stia né troppo vicina alla sua stella, a farsi friggere, né troppo distante, a congelarsi. E perché sia collocata su un'orbita stabile e non troppo ellittica, così da non friggere e congelare alternativamente ogni trenta o quarantamila anni, mettiamo. Sono già state identificate due o tre candidate plausibili e, dalle parti di Tau Bootis, una bellissima, un'arancia verde azzurra che ci ha rubato il cuor.
Lasciamo l'indirizzo in redazione, per i lettori che volessero emigrare anche loro. Azionisti della TransOrbital astenersi.

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