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La copertina gialla

di Ale e Franz su Smemoranda 2003 - Odi et amo

Ricordo ancora la volta in cui scelsi il mio primo libro.
L’emozione era tanta. Entrai nello studio di mio padre, e mi misi di fronte a quella che per me era un’immensa parete di libri…
Mi scintillavano gli occhi, come di fronte a un castello incantato.
Incominciai a far sfilare le mie dita su ognuno dei libri della biblioteca, come avevo visto fare da mio padre, lentamente, libro dopo libro, aspettando l’ispirazione giusta, come se una mano superiore potesse aiutarmi nella scelta…
Erano lì davanti a me decine di libri, alcuni vecchi, impolverati, in scure copertine di pelle, altri in rigide copertine di cartone. Era un po’ come vedere tanta gente in coda: c’e n’erano alcuni grossi, altri magri, alcuni alti, altri piccoli che potevano starti in tasca, alcuni invecchiati dalla polvere, altri freschi freschi, come appena nati. Ma come scegliere? …Già, come scegliere? All’improvviso il mio dito si fermò.
Era un libro con una copertina Gialla con un bordo verde smeraldo, lo guardai per qualche secondo…poi lo estrassi. Sì… era lui! Sarebbe stata quella la mia prima lettura.
Il mio primo libro! 
Sarebbe stato lui a farmi conoscere le mie prime passioni letterarie, lui, con i suoi capitoli, a stimolare la mia fantasia in viaggi meravigliosi, lui a inebriarmi di parole.
Afferrai il libro, corsi alla scrivania di mio padre, mi sedetti. Il cuore mi batteva forte. Ero emozionato, come non lo ero mai stato.
Quell’enorme libro mi stava sulle gambe e io ero impaziente di incominciare… Lo aprii quasi estasiato in un silenzio cerimoniale, in casa solo il rumore della pendola a muro mi teneva compagnia e il gatto dormiva sornione vicino al caminetto…
Girai la pesante copertina Gialla e mi apparve la prima, grande, bianca pagina fitta di caratteri scuri, intervallati da tanti piccoli segni di punteggiatura. Io erò lì, pronto a esplorare un mondo nuovo, carico di mille speranze, cosciente di essere a un passo importante della mia storia, uno di quei momenti da ricordare per sempre, per tutta la vita, come Colombo quando urlò: “ Terra!”
Guardai la pagina e poi mi ricordai che non sapevo leggere, avevo 5 anni!! Ne è passato di tempo da allora. Adesso ho quasi quarant’anni… Sono sposato, ho tre figli, una bella casa, un cane, due gatti, un canarino di nome Lillo, ho un lavoro, una segretaria, due cellulari, un mutuo da pagare e una suocera da mantenere, ma ancora nel mio cuore rivedo quel piccolo bambino che appoggia la sedia alla libreria, che si arrampica estasiato tra i libri, con gli occhi lucidi di emozione, e ancora oggi, ogni volta che prendo in mano un libro, nel mio cuore ritorna la stessa emozione, la stessa domanda: “Oh, non so ancora leggere!” 
Bocciato otto volte alle elementari, dieci alle medie e un numero imprecisato alle superiore, ho sempre mantenuto una grande passione per la letteratura, ma non corrisposta. I professori hanno definito la mia situazione come sindrome patologica da stress pre-scolastico, ovvero volontà precoce di approntarsi a un mondo adulto prima di averne gli strumenti. 
Caso unico al mondo, forse nell’universo. Rimedio: dimenticarsi della lettura.
Ora, con mia moglie e i bambini, il gatto, il canarino, i cellulari il sabato pomeriggio andiamo a trovare i miei genitori. Io ne approfitto per sgattaiolare in studio, estrarre delicatamente un libro dalla copertina Gialla con il bordo verde smeraldo, sedermi alla scrivania di mio padre, aprirlo fissarlo e piangendo… sputarci dentro. 
Così ogni sabato da 40 anni finché morte non mi separi...
E in culo la lettura tanto ho fatto i miliardi inscatolando frutta sciroppata.

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