I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Posta del cuore

di Annamaria Testa su Smemoranda 2003 - Odi et amo

Cara Posta del Cuore, Amo Rodolfo. Lo amo pazzamente. Lui non mi fila proprio. Manco mi vede, il maiale.
Dico maiale perché quando punta la mia amica Samantha lancia occhiate propriamente suine. Mentre produce autentici grugniti (sì, anche questi suini. Ma non è, come dire? lo stesso tipo di suino) se arrivo io facendo finta di niente. Ma in realtà il cuore mi è schizzato appena dietro le tonsille e la voce si strozza.
“Cheffai, Rudi?” miagolo. 
“Uhmpf uhmpf” grugnisce.
Odio tutto questo.
Devi sapere, cara Posta, che Samanthuccia è una del genere tette forti-pensiero debole: il tipo che odio, per intenderci. Cioé: in realtà lei sarebbe la mia amica del cuore. È così candidamente oca che non si può non volerle bene. Senza contare che io sono il suo mito, lo so. Per dirti: ci invitano (anzi: la invitano) a una festa. Ma lei, magnifica, dice che mica ci viene con Rodolfo, nooooo. Ci viene con me. Oca, oca, la odio: già che c’è, non potrebbe imbucare anche Rodolfo?. Insomma ci invitano a questa festa. Lei insiste per prestarmi un suo straccetto tutto stretch. Lascia perdere, dico io. Ma lei insiste. Cara Posta, hai idea di come sta lo stretch della Signorina TetteForti addosso a Miss Gambacorta? Risultato: mi chiudo in bagno a piangere, odiando tutte le minime parti di me, sopracciglia comprese, che non hanno alcuna somiglianza con le corrispondenti parti di lei. E odiando lei, la somma delle parti, che al di là della porta cerca di convincermi che dopotutto non sono così male, pensa che tenera, la mia Samantha.
Alla dannata festa resto incollata al buffet a ingoiare pizzette consolatorie (mi odio!) mentre la metà appaiata degli ospiti si infratta qua e là e la metà spaiata si produce in simpatici atti di microteppismo.
Beh, odio anche loro, tutti quanti. Comincio a pensare di essere l’unico essere umano decente della festa. Anzi: sono fan-ta-sti-ca. Basta pizzette consolatorie, e avanti coi bigné-premio. Poi succede che mi si incolla l’unico spaiato-non-teppista, un tipo pallidone, che esordisce “odio queste feste” (non posso che dichiararmi d’accordo) e dopo mezz’ora sostiene di aver incontrato l’unica-donna-al-mondo-che-può-capirlo (la sottoscritta, sissignori. Ovvio: lo ascolto, faccio sì con la testa e mangio bigné. Non è amore, questo? Oh, come mi ama). Mi recita anche Prévert. In francese. Chic. Inorridisco.
Il guaio è che Samanthuccia, che passa di lì, invece resta folgorata. L’altro guaio è che la medesima Samanthuccia, scatenata alla caccia del pallidone, qualche giorno dopo scopre che lui è cugino del migliore amico di Rodolfo. Allora tira fuori la sua aria più amabile e chiede a Rodolfo se è così carino da procurarle il numero di telefono del pallidone. Rodolfo dà fuori di matto, io sfotto Samantha e sfido Rodolfo a farla lui, una telefonatina al pallidone.
Lui mi squadra come se fossi una caccola (provo immediata nostalgia per i precedenti grugniti suini) e sibila “d’accordo”.
E tu cara Posta, che te ne intendi di queste faccende, puoi immaginare che razza di telefonata fa.
Lo stato dell’arte è che Samanthuccia ama il pallidone che ama me che amo Rodolfo che ama Samanthuccia, che odia Rodolfo che odia me che odio il pallidone che adesso odia Samanthuccia. Ma non solo: a pensarci bene, non so più se amare o odiare Rodolfo.
E temo che Samanthuccia adesso mi odi. Anzi: in realtà me lo auguro, perché se non mi odia vuol dire che è davvero troppo oca perché io possa considerarla la mia migliore amica.
In compenso, il pallidone mi ha invitato a cena in un ristorante vegetariano e poi a casa sua per mostrarmi la sua collezione di lattine di birra (sembra che ne abbia più di cinquecento, tutte diverse).
Insomma: una situazione odiosa. Anche se potrebbe avere i suoi lati divertenti. E io adoro scoprire i lati divertenti.
Che fare?
Tua affezionatissima
Miss Gambacorta

Cara Gambacorta,
potresti metterti lo stretch, scolarti una decina delle lattine più rare e poi, raggiunto un opportuno tasso alcolico, telefonare a Rodolfo, combinandogli un appuntamento con Samantha. A patto che Samantha non abbia da parte sua già deciso di chiuderti in bagno e buttar via la chiave: soluzione che presenta un sacco di lati divertenti, non credi?

Advertisement