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Vieni giù

di Ale e Franz su Smemoranda 2008 - On/Off

(Franz sale su una sedia)

Ale: “Franz! Vieni giù! Cosa fai?”
Franz: “Vattene! Vai via!”
Ale: “Scendi!”
Franz: “No! Vai via! Vai via!”
(Ale esce)
Franz: “Ma cosa fai vai via?!”
Ale: “Sei stato tu a dirmelo.”
Franz “Sì ho capito, ma vedi che mi sto buttando almeno prova convincermi.”
Ale: “Dai Franz! Buttati! Buttati! Non pensarci troppo fallo subito!”
Franz: “Cosa fai?! devi convincermi del contrario…dell’opposto!”
Ale: “Dai! Buttati di schiena fai un fosburi dai!”
Franz: “Ecco lo sapevo, tu non mi capisci.”
Ale: “ Ma cosa c’è Franz parliamone su.”
Franz: “No Ale tu non mi capisci.”
Ale: “Prova.”
Franz: “Ale, Ios Myconos,Santorini, Amorgos, Sirtachi, Suvlachi e alla sera?... Panathinaikos.”
Ale: “Franz quando fai così io proprio non ti capisco. E poi sei matto a buttarti per il lavoro.”
Franz: “Ma no...non è per il lavoro che voglio buttarmi.”
Ale: “Cos’hai? Hai problemi con la fidanzata?”
Franz: “No.”
Ale: “Hai problemi a casa?”
Franz: “Non è per quello che voglio buttarmi …Ale io voglio buttarmi per te! Guardati Ale fai schifo! Io non ho il coraggio di guardarmi allo specchio, perché ho il terrore che mi passi dietro... Guarda, guarda come ti vesti, tutto scuro, sei anche un po’ palliduccio, porti male, tiè (gli fa le corna).”
Ale: “Va bene vado a casa butto via i vestiti… E basta, finita qui.”
Franz: “Eh già fosse solo questo.”
Ale: “Perché? Cosa c’è ancora?”
Franz: “Ale... Sei grasso...Visto da qui sembri una pera... una pera grassa, si può fare la macedonia per tutti… quando ti ho conosciuto pesavi 38 adesso quanto pesi?”
Ale: “Ma, peserò quatrseseso… (Ale farfuglia un numero).”
Franz: “Eh, non riesci più a dirlo perché sono 9 cifre.”
Ale: “Dai Franz sto anche andando a correre butto giù qualcosa…”
Franz: “Sì, butti giù un albero se lo prendi però… per bruciare un po’ di calorie ci vuole il falò, lì.”
Ale: “Senti Franz, vado a casa mi cambio e dimagrisco, però adesso scendi.”
Franz: “Eh, bastasse solo questo.”
Ale: “Cosa c’è ancora?”
Franz: “Eh cosa c’è... Ale sei pelato... sai di esserlo lo sei, siilo?… Sai di esserlo?”
Ale: “… Ci sono delle voci che girano.”
Franz: “Sì, sulla piazza però ce n’è di spazio lì… Quando ti ho conosciuto avevi una testa così, guarda adesso... Ti svegli al mattino c’è tutto il cuscino pieno di capelli.”
Ale: “Adesso non dire stupidate che io il cuscino non lo uso nemmeno.”
Franz: “E infatti mi sono sempre chiesto come fanno ad arrivare fino alla poltrona, camminano? .”
Ale: “Ma dai, poi hai sentito anche te cosa ha detto il dottore… Sono quelli da latte poi ricrescono.”
Franz: “Hai perso quelli nel latte!”
Ale: “Da latte.”
Franz: “Nel latte.”
Ale: “ Ha detto da latte.”
Franz: “Smettila Ale sei pelato, se un pipistrello prova ad attaccarsi pattina!”
Ale: “Ascolta, vado a casa, butto i vestiti, dimagrisco, mi metto una parrucca…”
Franz: “Sì, un’altra, sopra a quella?!”
Ale: “Dai scendi.”
Franz: “No, mi fai schifo come i topi... e poi c’è una cosa che non sopporto… guarda (Fa le ombre cinesi sulla fronte di Ale) vedi si può fare il coniglio. Guarda, è terrorizzato all’idea di starti in testa. Faccio anche un cane…”
Ale: “E… com’è?”
Franz: “Sta male, vomita è in un angolo che agonizza… salvo riprendersi.”
Ale: “ Franz, pensa al lato positivo.”
Franz: “Non c’è il lato positivo, voglio farla finita poi al cimitero fai una lapide con la mia foto e la scritta: Si è suicidato per colpa sua e sotto la tua foto, e la gente vede la foto e si suicida e si aprono altri cimiteri.”
Ale: “Sì, in frachising.”
Franz: “Sì, in franchising… Sei un pericolo per l’umanità, se ti becca il WWF ti fa un culo così!”
Ale: “Franz almeno fallo per te: sei simpatico, sei bello, hai una bella casa hai una bella macchina, hai fatto il tagliando ieri e hai speso trecento euro! Facci almeno 10.000 km.”

(Franz scende dalla sedia e abbraccia Ale)

Franz: “Oh, hai ragione.”
Ale: “Lo so, ma sei matto.”
Franz: “Ale è stato un momento di sconforto… sai su quella sedia ho visto la morte in faccia (Si gira e fissa Ale), aveva i tuoi stessi lineamenti, un po’ più di capelli, lei.”
Ale: “Ma sei matto.”

(Ale sale sulla sedia mettendosi nella stessa posizione di Franz)

Ale: “Se ti scivola un piede qui sei morto! Su dai che la vita è bella… è bella.”
(Ale comincia a singhiozzare)
Franz: “Ale cosa c’è, cosa c’hai? cosa c’ hai? cosa…”
Ale: “Si dice che cosa hai?… un po’ di italiano a uno che sta morendo!”
Franz: “Ale che cosa hai tu? Cosa c’è che non va?”
Ale: “Guardami Franz faccio schifo!”
Franz: “Ale ma chi è che ti ha messo in mente queste cose?”
Ale: “Certe cose si capiscono… Eh, guarda come mi vesto.”
Franz: “Come sei vestito? Va be’ ...sei vestito di nero, il nero slancia.”
Ale: “Sì, perché se mi vesto di bianco confino con l’Austria? E poi ci credo io che non trovo i vestiti belli guarda come sono grasso!!! Sembro una pera, ci credo che alcuni mi chiamano, William.”
Franz: “Ma è un soprannome.”
Ale: “Ma quale sopranome, non c’entra niente.”
Franz: “Dai Ale, scendi.”
Ale: “No, e poi guarda che naso che ho, sembro Pinocchio.”
Franz: “Allora?! Hai un naso da favola!”
Ale: “Ma va’… e poi c’è un’altra cosa… ci sono delle voci che dicono, che forse, a quanto pare, l’hanno visto dal satellite… che sto diventando pelato!”
Franz: “No, questo non è vero hai dei capelli bellissimi.”
Ale: “Sì, tutti e tre.”
Franz: “Ale, hai sempre avuto la testa così: come un mappamondo!”
Ale: “ Sì, ma senza l’Australia però.”
Franz: “Dai Ale ti prego, finiscila, scendi.”
Ale: “No, e poi guarda Franz, tu non ci hai mai fatto caso, ma per me è imbarazzante: guarda che fronte alta ho. Se non avevo la fronte così alta ero un nano!”
Franz: “Dai Ale smettila, tu sei importante.”
Ale: “No, sono come il servizio militare.”
Franz: “Cioè?”
Ale: “Non servo a un cazzo.”
Franz: “Ale ascoltami… fammi fare l’ultimo tentativo, ora ti dirò una motivazione importante per cui non devi buttarti.”
Ale: “Allora?”
Franz: “ Eh, un attimo… non è facile… Dai, ci sarà qualcosa per cui vale la pena vivere, qualcosa che ti renda felice, che ti dia gioia… che ne so: a che squadra tieni?”
Ale: “ Inter…”

Franz esce in silenzio

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