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27 minuti e 46 secondi

di Alessandro Robecchi su Smemoranda 2008 - On/Off

Viaggiamo ormai da un paio di migliaia di anni, e si può dire che ne abbiamo viste di tutti i colori. La tecnologia ci permette di tutto, dal salto quantico interstellare alla configurazione dell’iPod per sentire la musica dei molluschi canterini di Suqqfol, che è un pianeta davvero socievole. Abbiamo esplorato le galassie, conosciuto nuovi mondi, comunicato con migliaia di creature. Insomma, siamo abbastanza in gamba, diciamo che siamo animaletti intraprendenti, che l’Universo ci appartiene e che abbiamo fatto parecchia strada da quando eravamo scimmioni appesi agli alberi o petrolieri del Texas, forme di vita primitive.

E oggi è il grande giorno.
Questa notte scoccano duemila anni dal Grande Salto, da quando lasciammo la Terra, e tutta l’umanità festeggerà schiacciando il Pulsante. Sarà il nostro trionfo. Il dito di un Umano (estratto con la lotteria galattica) schiaccerà il Pulsante e un nuovo futuro ci sorriderà.
Trovammo il Pulsante quattro secoli fa. All’interno della nebulosa di Hevvert, ai margini di una piccola, confortevole galassia. Era una enorme levetta bianca e rossa. Nugoli di meteoriti nel lato superiore tracciavano la scritta ON. Nugoli di meteroriti nel lato inferiore tracciavano la scritta OFF. La leva, lunga sessantun milioni di miglia spaziali, era su OFF. Capimmo subito che la nostra civiltà era chiamata a un nuovo compito. Scattò in noi l’orgoglio degli antichi terrestri. L’orgoglio della vecchia stirpe, quella che buttava petrolio nei mari, che accendeva un motore a scoppio anche per andare a prendere il pane. Terrestri, insomma, creature superiori.
In questi quattrocento anni siamo stati qui, ancorati con tutta la flotta, a guardare questa immensa levetta nello spazio. Sono nate nuove religioni, prima tra tutte il Culto Galattico del Pulsante. Sacerdoti e Presidenti hanno predicato nuove fortune per la nostra specie. Intere popolazioni hanno esultato e preparato questo giorno.
Oggi.
Il giorno in cui schiacceremo il Pulsante.

In questi quattrocento anni, i nostri migliori scienziati non hanno capito a cosa serve il Pulsante. Cosa metterà in moto se attivato su ON. Cosa succederà dopo. Qualche frangia minoritaria e arrabbiata ha manifestato con argomenti deboli e settari. “Se l’abbiamo trovato su OFF e non sappiamo a cosa cazzo serve, lasciamolo su OFF”, dicevano questi agitatori.
Ma la gente non li ha ascoltati, per fortuna. Saremmo giunti fin qui, dominando i mondi e gli spazi se fossimo così pavidi?
Tutti i terrestri nello spazio vogliono schiacciare il Pulsante! Schiacciare il Pulsante!, è il solo grido dell’umanità. Tutto sarà meglio, tutto sarà risolto, dopo che avremo schiacciato il Pulsante. È ovvio.

È la mezzanotte dell’anno 1999 dopo il Grande Salto. Duemila anni, dopo aver lasciato la vecchia Terra, un terrestre sorteggiato tra milioni e milioni di terrestri, schiaccia infine questo divino Pulsante. E…

Lo scienziato si chinò sulla scatola. Una piccola scatola trasparente ora tutta annerita e bruciacchiata all’interno. Si voltò verso il suo assistente e disse: scrivi!, 27 minuti e 46 secondi. Poi hanno schiacciato il Pulsante.
Che imbecilli, disse l’assistente. E disse anche: vado a farmi un caffè, questo lavoro è davvero noioso.
Lo scienziato disse, quasi tra sé e sé: 27 minuti e 46 secondi. E loro erano convinti che fossero migliaia e migliaia di anni! Davvero stupidi.
Poi si volse verso l’assistente e disse: portane uno anche a me. Senza zucchero.

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