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Amo Tatiana, amo Luana

di Gabriele Cirilli su Smemoranda 2003 - Odi et amo

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Non faccio che rileggere questi versi e sono letteralmente sommerso da fiumi di parole... Mo’ capisco che voleva dire la canzone dei Jalisse...
E comunque per me è una sensazione nuova quella di essere travolto da tanti pensieri... Che avete capito?!? Nel senso che anche se autore di due libercoli comici ogni volta che mi si mette davanti a un foglio per parlare di qualcosa rimango per buoni tre o quattro giorni a fissare il bianco della pagina del mio PC prima di beccare la vena creativa...
Adesso non so da dove cominciare nel verso opposto proprio perchè i pensieri mi si affollano... Anzi no! Non sono proprio pensieri. Ora che li metto bene a fuoco per cercare di descriverli mi rendo conto che sono veri e propri sentimenti. Sì, sentimenti che solo le parole “Odi et amo” possono evocare. Odio e amo: quanta forza in così brevi paroline.
Odio e amo... Odio e amo... Odio e amo... Odio e amo... Odio e amo...che per caso ho detto Odio e amo?
Odio l’ipocrisia, l’ingiustizia, i falsi sorrisi, le finte pacche sulle spalle, la cattiveria, la concorrenza sleale, gli sgambetti, le menzogne, gli sguardi di finto pietismo quando sei a terra, le finte promesse, le false speranze, l’invidia quando è una rabbia cieca e distruttiva che ti brucia le viscere e non una spinta a fare meglio e di più. 
Odio le persone che ti illudono con le promesse di facili guadagni: io sarei sincero, ti direi “Vuoi sapere come guadagnare 20 milioni al mese stando comodamente seduto sulla poltrona di casa?”...Se lo sapevo col cazzo che te lo dicevo.
Odio quelli che vanno sempre di corsa e non hanno mai uno sguardo per gli altri come l’altro giorno che ho chiesto a uno: “Scusi ha una sigaretta?”...e lui “Sì!” e se ne è andato.
E amo. Amo la vita. Il sole e la pioggia, la tempesta alla quale segue sempre il sereno, le discese come le salite.
Amo il sorriso che vedo spuntare sulle facce della gente e del quale io, piccolo piccolo, sono l’artefice e che mi fa sentire un Dio; amo il mio lavoro e ogni stilla di sudore che mi fa versare; amo aiutare gli altri fosse anche soltanto facendogli passare la tristezza e la malinconia, amo avere due parole per tutti anche quando la stanchezza mi fa chiudere gli occhi, amo il panico che mi assale ogni volta che sto per andare in scena e che mi azzera la salivazione (per fortuna solo per pochi attimi); amo gli applausi che mi fanno scorrere più veloce il sangue e soprattutto amo mia moglie che mi aspetta sveglia ogni notte e mio figlio che mi si getta al collo spalancandomi il suo sdentato sorriso a quattro denti.
Amo i sapori genuini della provincia come il pane di una volta, mi piace il pane di una volta non come quello della città che dopo dieci minuti scade come un antibiotico e se lo dai a tuo figlio ci gioca come una palla magica. L’altro giorno ho comprato un pezzo di pane pieno di muffa, sono tornato all’alimentari e ho reclamato e lui mi ha risposto “Ahooo me l’hai chiesto te er pane di una volta!”.
Amo Tatiana che è talmente grassa che stava passeggiando sotto er colonnato di San Pietro è scivolata e ha fatto strike. Ma soprattutto amo Luana che è talmente brutta che sulla carta d’identità c’è scritto “Aprire con cautela.”
Amo l’amore...
Ma è sempre tutto così netto?
Sempre odio le cose che odio e sempre amo le cose che amo? Spesso non è tutto così nitido e quello che si ama a volte si odia anche.
Odio il senso di incertezza che ci tiene sempre sospesi nel vuoto e lo amo perchè mi fa sentire vivo. Odio la paura che mi paralizza le gambe, che mi fa sentire impotente ma la amo quando mi carica di esplosiva adrenalina.
Amo le sfide, ma odio quando il muro che ho davanti sembra insormontabile; amo lottare per una giusta causa ma odio sentirmi solo in questo mio affanno; amo ogni chilometro percorso per riuscire in questo mio assurdo e meraviglioso lavoro ma lo odio perchè mi tiene lontano da mia moglie e mio figlio.
Amo le persone che mi amano e me lo dimostrano ogni giorno e le odio quando mi deludono lasciandomi solo.
Amo me stesso soprattutto quando mi sento un altro e odio gli altri quando si sentono me stesso... forse me sto a incartà.
È meglio che smetto di scrive sennò la vena creativa si trasforma in vena cretina... già c’ho le vene vanitose... ma non potevo tenè la vena aurifera!

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