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Un utile approfondimento: le isole di Marion e Marioff

di Enrico Brizzi su Smemoranda 2008 - On/Off

Nome ufficiale: Reypubleka Marionz yk Marioffz
Capitale: Sankta Freya (estiva); Agurra (invernale)
Abitanti: 23.875 (cens. 2007)
Superficie: 98 kmq (Marion), 72 kmq (Marioff)
Forma di governo: repubblica parlamentare

TRATTI STORICO-GEOGRAFICI

Come ben sanno gli iniziati alla patafisica, le isole gemelle di Marion e Marioff si trovano nel mare del Nord, a sette giorni di navigazione dal porto scandinavo di Bergen.
Devono i loro nomi al navigatore russo Alexander Marioff, un disertore della marina dello zar al servizio del re di Svezia, che per primo ne segnalò la presenza sulle carte nautiche all’alba del 5 giugno 1880.
Toccata terra nella baia più meridionale, diede il proprio nome alla prima isola, e quello della propria amante, la sedicente contessa scozzese Marion Armstrong, all’isola verdeggiante che la fronteggiava.
Fu l’ultima scoperta geografica dell’era moderna per quanto riguarda l’Europa, ma il suo rilievo non si esaurisce qui: nelle successive esplorazioni l’equipaggio dell’eccentrico navigatore russo si rese conto che entrambe le isole erano popolate.
Venne in contatto con la pacifica popolazione di ceppo scandinavo, dimenticata da secoli sulle isole dove i loro antenati avevano fatto naufragio in un tempo remoto. Parlavano la lingua dimenticata dei predoni dei mari, ma avevano abbandonato la navigazione a lungo raggio per dedicarsi all’agricoltura e alla pesca su piroghe nelle acque circostanti le due isole.
Ignari dell’esistenza di un mondo esterno, gli indigeni vivevano governati da un ancestrale matriarcato, ed erano convinti che un giorno sarebbe sceso dal cielo un messaggero divino che li avrebbe messi in contatto con realtà ulteriori e nuovi popoli amici.
L’equivoco navigatore russo fu naturalmente scambiato per questo tramite celeste, e gli isolani non esitarono a imbarcare una delegazione di ambasciatori sulla nave di Marioff.
Purtroppo per lui, la scoperta non fece troppo scalpore in un’epoca in cui le potenze erano a caccia di colonie ricche in minerali e materie prime.
La Svezia si limitò a inviare una piccola delegazione di genieri per costruire un molo, e fu tutto.
Alexander Marioff morì pazzo a Stoccolma tre anni dopo, senza essere riuscito a convincere il Re del suo progetto di trasformare le isole in “riserve per il vizio legalizzato”.

CLIMA

Entrambe le isole godono di un clima temperato eccezionale in quell’area. Sulle colline di Marion ci sono estese coltivazioni d’agrumi, mentre i pescatori della vicina Marioff sono soprannominati “Raasula”, che nella lingua locale derivata dall’antico idioma vichingo significa: “La pacifica gente dai lunghi capelli che pesca cantando a torso nudo su piroghe a otto remi”.
Quello che a lungo è apparso un benefico sortilegio climatico, è stato spiegato dalla scienza solo negli anni ‘50 del secolo scorso, quando il nembologo Boris Englund - Spitz dell’università di Uppsala pubblicò il fondamentale trattato Nuove frontiere della barometria applicata.

CIFRE

A lungo sottoposte alla sovranità svedese, le isole di Marion e Marioff dal 1999 formano una repubblica autonoma che estende la sua sovranità su alcuni scogli disabitati e una ex piattaforma petrolifera trasformata in posto-tappa per le oche selvatiche nel corso dei loro viaggi stagionali oltre le zone artiche.
La popolazione, equamente distribuita sulle due isole maggiori, oggi sfiora i 24.000 abitanti.
Un boom demografico senza precedenti, contando che ancora nel 1905 gli abitanti della città di Sankta Freya non raggiungevano le 1000 unità, mentre nella capitale invernale Agurra (“il fiore delle acque”), scalo principale di Marioff, nello stesso anno gli equipaggi da piroga si erano ridotti al minimo storico di sette. Nella stagione di pesca 2007/2008 sfioreranno i cento.

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