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Il mio Gino

di Gaia su Smemoranda 2003 - Odi et amo

L'importanza del padiglione auricolare nell'accoppiamento tra le specie subumane (ovvero: cosa amo del mio Gino)
“ODI ET AMO”, proprio vero che la poesia è universale! Questa frase è di così facile traduzione che potrebbe farcela anche uno yemenita: “ODO E T’AMO”. Quanto sentimento è contenuto in questo famoso Carmen di Catullo. Che bella frase.
Ho deciso: la stamperò in caratteri dorati sulle bomboniere per le nozze d’argento del 2007.
Ho già comprato per la grande ricorrenza, cinque containers di statuine made in Taiwan che sono un amore! Due vecchietti, mano nella mano, seduti su una panchina e un cagnolino che gli piscia sui piedi. Quando le ha viste mio marito mi ha picchiato! Meno male… avevo paura che non gli piacessero!
“ODO E T’AMO”. Poteva questa frase sintetizzare in modo migliore la romantica quotidianità della convivenza coniugale? Potevano queste tre parole ricordarci con più efficacia il “rumorino” familiare che ci permette di riconoscere tra mille il compagno della nostra vita? Poteva, quel gran figlio di paragnosta di Catullo, intuire con più acume l’importanza del padiglione auricolare nella femmina dell’uomo coniugata? Non poteva. Perciò, complice il Carmen e chi lo scrisse (ma non era Bizet?), mostrerò la mia vena poetica (più che una vena è una varice) e vi racconterò del filo sottile che collega l’orecchio al cuore e il cuore all’amore. A te, Gino, grande buccia di banana sulla strada della mia vita.

Quando il mattino sbadigli
Come tricheco in amore
Afflitto da una fistola
Io odo e t’amo

Quando la notte respiri
Siccome locomotiva
E le buie tue narici
(impazziti sfiatatoi!)
Ricordano antri oscuri 
Custodi di tetri ricordi
Io odo e t’amo

Quando sospiri di malinconia
Perché ha perso la squadra del cuore
E i tuoi sospiri sembrano quelli 
Di tubazioni infine sturate
E di fosse biologiche smosse
Io odo e t’amo

Quando tu canti sotto la doccia
Canzoni d’amore e canti alpini
E il cane raggelato guaisce
I due pappagallini infartuano
Il latte caglia e il vino va in aceto
Io odo e t’amo

Quando nuoti a bracciate vigorose
Travolgendo i canotti e i pattini
Bimbi, anziani, gestanti!
Battendo sul bagnasciuga
Virili colpi di pinna
Io odo e t’amo

Quando durante l’amore
Tu ripassi ad alta voce…
Oh, le estrazioni del lotto!
Io odo e t’amo

Quando sorbisci il brodo
Con risucchi potenti
E dal palazzo di fronte
Si affaccia la vicina
E ti chiede se è buono
Io odo e t’amo

Quando durante l’amplesso
Sento i tuoi briosi barriti
Mentre io sono già in cucina
A scaldarmi il latte
Perché sono sgusciata via
E non te ne sei accorto
Io odo e t’amo

Quando tu mangi vorace
E coll’ aspirapolvere 
Formi un’unica creatura 
In cui tutto finisce
(meno male che a te non devo cambiarti il sacchetto!)
io odo e t’amo

Ma soprattutto…
Quando la sera ti sento
Che fai tremare il pavimento
Col tuo passo felpato e ratto
Da implacabile monatto 
Per darmi di botte la saccata 
Che mi hai promesso in mattinata…
Io odo e t’amo
(anche perché sono dalla vicina di sotto e col cazzo che torno su ‘sta notte!)
Buona notte, amore.

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