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Cerebrolazy

di Flavio Oreglio su Smemoranda 2008 - On/Off

On – Off è la chiave del mondo.

On – Off è come In&Out, Up&Down, è porre un aut – aut, una “conditio sine qua non”, è un po’ come quando si dice “bianco o nero” (ragionamento passabile anche se di serie B), è come quando si dice: “C’è chi sta di qua e c’è chi sta di là”.
On – Off è la linea di demarcazione, il muro che separa chi c’è da chi non c’è, perché si può anche esistere senza essere vivi.
On – Off è un concetto che mi piace applicare al cervello.
On – Off nella sua accezione originaria: acceso – spento.
L’antitesi “Cervello OFF Vs Cervello ON” è un simbolo, un’idea, una percezione; è la lotta tra potere e contropotere, tra regime e rivoluzione, tra chi dorme e chi sta sveglio.
Fortunatamente o sfortunatamente non è una condizione eterna, perché l’interruttore si muove.
C’è chi dall’ON passa all’OFF per convenienza, per stanchezza o per egoismo e c’è chi dall’OFF passa all’ON perché è stufo di sentirsi preso per il culo.

Il capostipite dei “cervelli ON” – secondo quanto ci tramanda la storia – fu Talete di Mileto.
Da Talete all’Ellenismo, l’interruttore fu tenuto costantemente su ON.
Poi arrivò la Chiesa e l’interruttore fu posizionato su OFF per mille anni (il cosiddetto “Medioevo”, periodo di tempo non a caso definito “I secoli bui”)
Nel seicento uno sparuto gruppuscolo di teste calde – tra cui Copernico, Keplero, Galileo, Bacone e Cartesio - riposizionò l’interruttore su ON e da allora fu lotta continua in ogni campo almeno fino a oggi quando ormai Lotta Continua è solo a Controcampo.

On – Off è una battaglia e nell’era della comunicazione la guerra è via etere.
Si combatte con il linguaggio e con i concetti.

Le nostre menti sono attaccate da baldanzosi bacilli negativi, cui fanno da contraltare timidi virus positivi.

Entrambi si presentano sotto forma di frasi che ci ronzano nella testa: proposizioni iniettate da siringhe che hanno la forma di antenne televisive locuzioni inoculate da flebo che assomigliano solo vagamente a ciò che una volta si chiamava “giornale”, dando vita a una sorta di guerra batteriologica condotta in barba alla

Convenzione di Ginevra.
Ci arriva addosso di tutto: veleno e antidoto, la malattia e la sua cura, il dolore e il lenimento.

A noi l’arduo compito della selezione.

Sia chiaro:
I bacilli OFF – negativi, OFFendono, OFFuscano, ci rendono gOFFi…mentre i virus ON – positivi, cONtestano, ci dotano di ragiONe e di ONestà intellettuale e ci portano lONtano.
Attenzione ai virus camuffati come BerluscONi che però sono facilmente identificabili per via del fatto che OFFrono sempre qualcosa.

Quali sono le frasi OFF? – Sono poche ma potenti, sembrano belle ma sono balle, appaiono come miraggi, chimere, fate morgane, ammaliano, ci trovano d’accordo perché ci seducono, sono luoghi comuni roboanti e gridati, si mascherano di buonismo per fare leva sull’ignoranza imperante.

E le frasi ON?
Sono infinite e apparentemente deboli; insolenti, non appariscenti, ti accarezzano dolcemente, ti fanno compagnia, sono ammantate di umorismo (vero sale della sopravvivenza quotidiana), sono meno dirette e vanno capite, ti lasciano spazio perché “ci devi arrivare tu” suggeriscono e non impongono, diventano tue pur restando di tutti.

Esempi di frasi OFF

“Un milione di posti di lavoro” – Berlusconi, campagna elettorale 2001.
“La guerra arabo–occidentale è uno scontro di civiltà” – Porta a Porta, a più riprese e a più voci.
“Siamo andati in Iraq per abbattere un dittatore” – Fini 2005 – Maurizio Costanzo Show.
“Noi aboliremo l’ICI” – Berlusconi, campagna elettorale aprile 2006.
“L’Italia ha bisogno di una INIEZIONE di fiducia” – Prodi 2006 prima della SUPPOSTA della Finanziaria.
“Nessuna legge fatta dagli uomini può sovvertire l’ordine di Dio” – Benedetto XVI (Non ricordo quando: Medioevo o febbraio 2007?)
“Liberi tutti!” – detta da Mastella a Ceppaloni nell’estate del 1955 mentre giocava a nascondino e ribadita dallo stesso in Parlamento nell’autunno 2006.
“Dio è con noi” – G.W.Bush – tutte le sere prima di dormire.

Esempi di frasi ON

Per i giovani il lavoro è un problema: ho visto un’inserzione che diceva
Cerchiamo giovani 18–24 anni, diplomati, prima esperienza, per spiegargli che per loro non c’è un cazzo da fare.

Vorrei dirvi un ultimo pensiero prima di andare a letto, a meno che nel vostro letto non ci sia una donna come la mia. In tal caso potrei leggervi l’Iliade.Mio zio è un prete in pensione e quando ha visto il Gabibbo ha detto: “Certo che il diavolo si è proprio lasciato andare…”

I concorrenti dei reality sono stati reclutati dalla NASA per una missione su Marte, dato che sono già abituati all’assenza di ossigeno nel cervello.

La felicità di una donna si misura con il metro dell’abbondanza. L’infelicità di un uomo con un righello.

Leopardi nonostante una siepe dinanzi alla sua vista poteva scorgere l’infinito. Oggi riusciamo a fare la stessa cosa solo fumando la siepe.

Le scuole sono piene di studenti che si picchiano, si offendono e si drogano. I parlamentari dovrebbero fare qualcosa, ma sono troppo impegnati a picchiarsi a offendersi e a drogarsi…

La mia ragazza si lamenta del mio cinismo, mi ha detto che non conosco il Romanticismo. Scherziamo? È un movimento sviluppatosi in Germania al termine del XVIII secolo…

Non ho paura della morte, io la morte la affronto a occhi spalancati. È il culo che mi si stringe.

Siamo stati talmente coinvolti dal gioco del pallone che l’altro giorno alla domanda: “Dimmi il simbolo del calcio” un ragazzino ha risposto: “Cannavaro.”

Molti sostenitori dell’integrazione vorrebbero un presidente del consiglio di colore e vedrete che il prossimo Premier sarà di colore e possiamo immaginare cosa gli diranno non appena si sarà insediato: “Onorevole Berlusconi, la finiamo di impiastricciarci con il lucido da scarpe?”

La mia donna si è guardata allo specchio e non si piaceva più. Diceva di avere troppe rughe sul viso, le gambe rovinate, il culo enorme…io allora per consolarla le ho detto: “Però hai ancora una vista ottima!”

Voi direte; Oreglio, sei un idiota! Non puoi mettere a confronto le frasi dei politici con quelle dei comici…
Perché no? Il mio è solo un accostamento di stile e sottotesti, non di contenuti.
L’importante è capire lo spirito che le genera e non confondersi.
E per non sbagliare vi dò un piccolo suggerimento: sapete come si fa a distinguere un comico da un politico?
Semplice, ascoltate attentamente quello che dice.
Se fa ridere è un comico, se fa sbellicare è un politico.

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