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La guerra dei mondi

di Gialappa's band su Smemoranda 2008 - On/Off

Il mondo è ON oppure OFF?
Per il momento sembrerebbe ON (a parte le ore sprecate a studiare latino, durante le quali appare tutto decisamente OFF; ma questo lo sanno tutti…).
Se però un giorno si dovesse scatenare un conflitto intergalattico, tutto quanto l’universo potrebbe, in un baleno, rivelarsi più OFF di un Happy Hour a base di analcolici.
Ed è questo pensiero che ha portato Steven Spielberg, pochi anni fa, a realizzare La guerra dei mondi, ovvero un film che ha un grandissimo pregio: è il primo blockbuster di fantascienza in cui, durante le scene di distruzione di massa, non appaiono sullo sfondo monumenti famosi.
Non ci sono ometti con il basco e la maglia a righe che corrono isterici davanti alla torre Eiffel, né beghine vestite di nero sotto il Colosseo che urlano mentre tutto va in pezzi e neppure reporter della CNN collegati dalla piazza Rossa intenti a riprendere la tragedia. Mancano perfino le riunioni di gabinetto a notte fonda nella stanza ovale della Casa Bianca.
A parte però l’ammirevole tentativo di sfuggire il più possibile ai cliché, una fotografia coraggiosamente livida e un protagonista che, anziché essere il solito patriota che combatte fino alla morte per difendere il pianeta, è un fallito cagasotto che scappa per 112 minuti, per il resto questo remake dell’omonimo film del 1953 delude parecchio, elegante eufemismo di “fa cagare”.
Tom Cruise è un operaio del New Jersey divorziato padre di due figli (per il personaggio, lo sceneggiatore David Koepp ha dichiarato di essersi ispirato ai personaggi delle canzoni di Bruce Springsteen, spero che il Boss lo abbia già querelato per diffamazione), uno stronzissimo di sedici anni (Justin Chatwin) che, anziché pensare a ciulare, non vedere l’ora di combattere gli alieni, e una insopportabile di dieci (Dakota Fanning, la bambina prodigio più “in” del momento, un vero fenomeno, anche se secondo noi in realtà è una nana trentaduenne), che dopo aver sparato due sentenze nei primi dieci minuti neanche fosse Confucio, al primo attacco alieno inizia a urlare e non la smette più fino ai titoli di coda.
Il film segue le gesta di Tom Cruise che, tra un primo piano e l’altro, dopo che i marziani gli hanno disintegrato la casa con vista sulla tangenziale, decide di scappare a gambe levate sotto i bombardamenti per raggiungere Boston, pur di riportare i figli all’ex moglie che evidentemente deve essere davvero una gran rompicoglioni.
La trama come avrete capito non è un granché, con un finale poco comprensibile, abbastanza ridicolo e molto affrettato, ma la cosa che più toglie fascino e pathos al film di Steven Spielberg è soprattutto la rappresentazione degli invasori: i mitici tripodi fanno meno impressione di una Fiat Multipla e gli alieni sono meno inquietanti dei Teletubbies, perciò, sebbene gli effetti speciali siano come al solito straordinari, dopo mezz’oretta si comincia a guardare l’orologio, dopo un’ora si comincia considerare l’ipotesi di andare a fare la pipì senza neanche schiacciare il tasto “pausa” del vostro lettore, mentre dopo un’ora e mezza bisogna lottare contro l’irrefrenabile desiderio di pisciare direttamente sul dvd.
Nei contenuti speciali di questo doppio dvd Spielberg dichiara che il motivo che lo ha spinto a girare questo remake è stato l’attentato alle Torri Gemelle. Bin Laden dovrà pagare anche per questo…

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