I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Telecomando

di Gioele Dix su Smemoranda 2008 - On/Off

ON. Sono le sette, la maledetta sveglia suona, la spengo OFF. Stavo sognando, correvo su una specie di altopiano, persone mi venivano incontro, anche mia zia, che cavolo ci faceva mia zia sull’altopiano, comunque porca miseria era bello, serro le palpebre per riacciuffare l’immagine, non era tanto il luogo, ma la sensazione, mi sentivo leggero, felice, niente, inutile, è svaporato OFF. A forza di rigirarmi ho consumato dieci minuti, sono già in ritardo, mi alzo, accendo la radio ON. Detesto ascoltare il giornale radio già iniziato, e poi quelle voci ansiogene, sembra che godano a darti le brutte notizie, e io vi sego OFF. In cucina riempio l’imbutino della caffettiera, è scientifico, cucchiaino troppo carico, si versa la polvere di caffè, tutte le mattine la stessa menata, e pulisci con la spugnetta, mantengo la calma, accendo il gas ON. Devo farmi la barba, perché non l’ho fatta ieri sera? Perché alla sera mi riempio il mento e il collo di sangue, solo che adesso non ho tempo di mettermi lì con la schiuma, vado di rasoio elettrico ON. Luce sullo specchio ON. Ci sono delle mattine che davvero la mia faccia mi fa schifo, questa mattina è una di quelle, vorrei un’opzione all’interno del bulbo oculare: vista della propria faccia OFF. Ecco lo sapevo, quando il delizioso profumo del caffè ti arriva alle narici, significa che è troppo tardi, il fottuto caffè è di là che bolle. Rasoio OFF. Di corsa in cucina, gas OFF. Anche il caffè è off, più che altro è out, meno male che la caffettiera è da tre, certo che se qui fossimo in tre, due non berrebbero mai il caffè. E mentre sorseggio, ecco la fantastica notizia: di notte si è spento lo scaldabagno a gas, non ci sono dubbi, questo qui è il più evidente degli OFF. Niente doccia. O la faccio fredda, come un cowboy? Quello si butta sotto l’acqua gelida, nessun problema, gli si intostano i muscoli, esce bello tonico, ma quale tonico, l’ultima volta che ho fatto il brillante con la doccia mi sono ammalato per una settimana, no niente, fine della fiction western OFF. A questo punto metto la camicia di ieri, mica posso mettere una camicia pulita sul corpo sporco… Certe volte mi sorprendo in ragionamenti assurdi: e se mi capita un incidente e la macchina si rovescia su un fianco e perdo i sensi e mi tirano fuori a fatica e mentre aspettano l’ambulanza arriva un medico che dice: “Sono un medico, fatemi passare” e mi sbottona la camicia per tentare un massaggio cardiaco? Pensa che figura di merda, non ho fatto neanche la doccia. Il mio cervello al mattino è totalmente OFF. Meglio sintonizzarlo sulla realtà che adesso richiede un sacco di poco poetici ON. Accendo il cellulare ON. Accendo il palmare ON. Accendo l’I-pod ON. Sono armato di tutto punto, come un vero idiota contemporaneo. Ora mi attende la solita procedura. Uscendo di casa, attivare l’antifurto volumetrico ON, digitare il codice: 2 4 8 1 e precipitarsi fuori prima che parta la sirena. Ho dimenticato le chiavi della macchina! Rientro con un balzo, digito il codice 2 4 8 1, bene, è OFF, prendo le chiavi, riattivo ON, ridigito il codice 2 4 8 1, esco. Tutto a posto, salvo che ho scordato di rimettere lo scaldabagno su ON. Finirò per puzzare come un forzato. Telecomando della porta del box ON. Antifurto della macchina ON. Accensione del motore ON. Telecomando della porta del box OFF. Perché non si chiude? Per forza, ho schiacciato ON sul telecomando del cancello esterno, che infatti si sta aprendo. Ma io devo prima chiudere la porta del box OFF. Scatto per fare in tempo con il cancello esterno, ma mi si spegne il motore OFF. Riaccendo ON mentre il cancello si sta inesorabilmente chiudendo OFF. Un’esistenza in balìa totale dei telecomandi, che tristezza. Con calma, cancello ON. Sono finalmente on the road. Ora non c’è che lasciarsi trasportare dalla corrente del traffico. Naturalmente, semafori tutti rossi, quando sei in ritardo i semafori sono una lunga inesorabile striscia di OFF. Penso alla giornata che mi attende e sono già disperato. Medito una follia. Esco dalla tangenziale, punto verso il mare, vado a sdraiarmi al sole sulla spiaggia e mi addormento. E sogno ancora quel meraviglioso altopiano, ora sì, lo vedo chiaro, sono felice, leggero… Mi corre incontro una persona… È mia zia che mi dice: “Che cavolo ci fai qui, non dovresti essere in ufficio?” OFF.

Advertisement