I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Il padre di tutti gli ON

di Lia Celi su Smemoranda 2008 - On/Off

Il padre di tutti gli ”ON”, quello con cui il Padreterno ha acceso l’universo, si chiama FIAT. Le auto non c’entrano: in latino significa, più o meno,“sia fatto”. “FIAT LUX”, disse il Signore, e la luce fu. Ma quello che vide non gli piacque.
Il fatto è che, secondo la Genesi, Dio, prima di accendere la luce, aveva già creato il cielo e la terra. Al buio più totale, dunque. Provate voi a rifarvi il letto al buio e poi accendere la luce: come minimo vi accorgerete di aver messo il cuscino storto e di avere infilato il copriletto sotto il lenzuolo. Poiché siete fatti a immagine e somiglianza di Dio, è probabile che anche Lui, quando finalmente illuminò quell’universo creato a tastoni, abbia pensato che il “FIAT LUX” sarebbe stato meglio dirlo prima. Aveva fatto un cielo grande così, ma pieno di buchi neri, a mo’ di sfoglia tirata male col mattarello, e, raggomitolata in un angolo, una terra minuscola, che girava su se stessa come un gattino impazzito.
Fosse successo a Zeus, sarebbe stato spernacchiato da tutti gli dei dell’Olimpo. Fosse successo a Odino, Loki avrebbe subito scritto un velenoso editoriale sul Foglio del Walhalla. Ma il bello dei monoteismi è che Dio può sbagliare senza che nessuno dica “bao”. Sì, il cosmo andava ripensato. Ma questo qui, con qualche aggiustamento, poteva funzionare come prototipo. Un po’ di pianeti qua e là, qualche nebulosa sopra e sotto, e quel cielo esagerato sarebbe sembrato meno vuoto. Poi prese nelle Sue mani la piccola terra, le diede una forma sferica e la popolò di esseri molto meno intelligenti di Lui. Prima di rendersi conto delle sue reali dimensioni, e dire “bao” al Supremo Progettista, i nanerottoli avrebbero corso su quella biglia per milioni di anni, come su una ruota per criceti. Nel frattempo Dio li avrebbe studiati, traendone utili spunti per il nuovo progetto. Tutto questo richiese sei giorni, dopodiché il Creatore si prese un giorno libero. Un “day-off”, per meditare sul prossimo, risolutivo “ON”.
È ancora lì che medita. Si capisce, il Suo day-off dura un filino più del nostro. E Lui, stavolta, vuole che tutto funzioni. Sarà un universo creato a luci accese, armonioso, interamente climatizzato, pieno di vita, tutto collegato da un’efficiente rete di mezzi pubblici ad alta velocità, non come adesso che sulla via Lattea ci metti anni luce solo per andare dal casello Cassiopea Nord all’uscita Andromeda Est. Quanto alle nuove creature, saranno una versione migliorata di quelle vecchie. La Sua scrivania è ingombra di post-it con appunti basati sull’osservazione delle cose terrestri.
Eccone alcuni:
«La prossima volta ricordarsi di fissare BENE i continenti.»
«Mai più due sessi. O almeno, crearne due che vadano d’accordo.»
«Abolire i virus? O basta farli un po’ più grossi?»
«Da studiare: un vegetale al sapore di pizza a prezzo accessibile.»
«Mi spiace per i dinosauri. Non volevo estinguerli. Gli ho tirato quel meteorite solo perché smettessero di far chiasso.»
«Luccio: urge restyling.»
«Derby della Caverna: Cro-Magnon-Neandertal 3-0. Se i Neandertal perdono anche la gara di ritorno, sono fottuti.»
«Caspita, non credevo di aver inventato tante piante allucinogene.»
«E se la prossima volta creassi Topolino?»
«E se la prossima volta non creassi il petrolio?»
Quando avrà messo a punto tutti i dettagli, l’Onnipotente rottamerà l’universo conosciuto, umanità compresa. Andrà all’interruttore generale, azionerà l’OFF, e il Tutto tornerà al Nulla primigenio. Lui verrà colto da un brivido: non era più abituato alle tenebre, al freddo, alla solitudine. Si affretterà a rimettere il tasto in posizione “ON”, per procedere, questa volta in condizioni di perfetta visibilità, alla nuova creazione. “FIAT LUX”: e una nuova alba rischiarerà il caos. E poi, via via, un FIAT dopo l’altro, saranno cielo, terra, firmamento, mari, piante, esseri viventi. Nuovi di pacca, più belli, più felici, meno bastardi. Il luccio sarà un figone alla Scamarcio. Al posto di maschio e femmina ci saranno fronzio e coclita, e nessuno dei due dirà mai all’altro cose tipo “mi piaci non voglio impegnarmi”, “ma come cavolo guidi” o “quel lavoro? si stenda sul divano che ne parliamo”. Ci saranno i motori, ma saranno puliti perché funzioneranno solo a idrogeno. Ci saranno tante piante allucinogene come adesso, ma siccome la nuova umanità discenderà da Topolino e Minni, verranno usate solo a scopi terapeutici. Del resto, si useranno raramente, perché per evitare i virus basterà scansarli per strada. Noi non ci saremo. Pazienza. Se non altro, ci saremo risparmiati la bietola al sapore di pizza.

Advertisement