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Il cavalier Ciro: amarlo o odiarlo?

di Giobbe Covatta su Smemoranda 2003 - Odi et amo

Signori della corte e signori della giuria, sono qui per dimostrare senza ombra di dubbio che il mio cliente, il cavalier Ciro, è innocente rispetto a ogni accusa. Tutto ciò che ha fatto l’ha fatto per amore: solo e sempre per amore dei bambini, in particolare di quelli africani, a cui il mio cliente ha dedicato la vita intera. Per amore loro il cavalier Ciro ha aperto la sua famosa fabbrica di giocattoli proprio in Africa, dove si possono far lavorare i bambini. In questo modo il bambino fabbrica il giocattolo e il giocattolo viene consumato dal bambino… come si dice: dal produttore al consumatore! Certo, non è che lo stesso bambino che ha costruito il giocattolo poi ci gioca, perché lo sanno tutti che il bambino africano lavora senza essere pagato, e quindi come se lo potrebbe pagare il giocattolo quel morto di fame? Ma questo non è certo un valido motivo per disprezzare e odiare il mio cliente: le ingiustizie dell’economia mondiale non sono colpa sua più di quanto non siano colpa vostra! 
Pensate invece ai suoi meriti: se non fosse per il mio cliente il bambino africano i giocattoli quando mai li potrebbe toccare? E che giocattoli, poi! Innovativi e pedagogici, ecco come sono i giocattoli inventati dal cavalier Ciro. Prendiamo “Il piccolo nomade”: una scatola bellissima che tu la apri e dentro trovi un cartello con su scritto: “Ho 4 fratelli, ho fame, per favore fatemi l’elemosina”. E cosa dire della Barbie? Lui non fa le solite Barbie banali, senza fantasia, lui produce la Barbie zoccola e la fa negra, così la puoi gonfiare impunemente di mazzate senza che nessuno ti dica nulla, e ha anche il riconoscimento vocale, così se ti riconosce ti fa pure lo sconto.
Giocattoli fantastici, signori della corte, nati, come ho detto e ripetuto, dal grande amore del mio cliente per i bambini. Questa è la sua unica colpa: quella di amare i bambini, e voi volete accusarlo per questo trasporto? Trasporto di bambini dall’Africa all’Italia, per essere esatti, ma perché odiarlo per questo? Lo accusate di traffico di organi, ma pensate al traffico a Napoli: in Via Duomo non si circola, questi sono i veri problemi del traffico, non il traffico di organi! 
E poi perché usare questo termine dispregiativo: traffico! Il mio cliente non traffica, importa. L’organo non è come la coratella che vai dal macellaio e lo compri. Trovare organi sani al giorno d’oggi è un problema. In Africa i bambini fumano a quattro anni, bevono a cinque anni, si drogano a sei. Come si pretende che il bambino abbia poi il rene e il fegato a posto? Se il bambino non è salvaguardato, l’organo non vale niente e non si può più neanche fare il trapianto. Lo sforzo del mio cliente è quello di fare arrivare il bambino quanto più fresco possibile, imbarcandolo sui suoi pescherecci e tenendolo nel ghiaccio insieme ai merluzzi così che l’organo non si rovina, anche se a volte c’è da dire che il bambino si lamenta. 
E solo per questo vogliamo condannare questo pover’uomo? Per banali dettagli vogliamo disprezzare e odiare un galant’uomo, un benefattore, uno scienziato di tale levatura? No, certo che no! 
Ed è per questo che propongo a questa corte di avanzare istanza di beatificazione per il mio cliente. Perché è lui, signori della giuria, il vero santo del nostro tempo, lui e tutti i cavalieri Ciro di cui siamo amici, soci, figli, compagni, parenti, o anche solo avvocati, come me.
Grazie a tutti.

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