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Lettera dal 2053

di Giuliano Aluffi su Smemoranda 2003 - Odi et amo

Odio, amore... che paroloni. Insomma, non esageriamo. Dopotutto siamo solo umani. E' il vostro inviato nel 2053 che vi parla, e il futuro - manco a dirlo - è delle cose: solo loro, ormai, vivificate dal soffio divino del marketing, racchiudono in sé la capacità di sprigionare emozioni, mentre l'umanità si è rifugiata in una confortevole insensibilità. La tecnologia supplisce alla mancanza di carattere. Un esempio? Con un software particolare è stato possibile ricomporre, dall’analisi incrociata di tutti i testi di Dostoevskij, la personalità completa dello scrittore. Ciò ha consentito di sintetizzare una sostanza che dà l’impressione - a chi l'assume - di “essere Dostoevskij” per una ventina d’ore. Nulla di particolare, solo che si sa di aver scritto "Delitto e castigo" e "I fratelli Karamazov" e ciò permette di affrontare la vita con un certo appagamento artistico e qualche chilo d'autostima in più.
Gli uomini, finalmente liberi dalle passioni, non perdono più tempo in inutili conflittualità. Le palestre sono piene di gente simpatica. Le cene aziendali sono piene di gente simpatica. I cinema sono pieni di film simpatici. Vedete un po’ voi: a Topolino è venuto il diabete. Ma se i nemici sono diventati rarissimi, anche gli amici si sono alleggeriti. Oggi si chiamano consulenti d’amicizia. Esistono ditte che forniscono amici in affitto, amici temporanei e, sottobanco, amanti con contratto di collaborazione coordinata e continuativa. Una fuga totale dagli impegni e dalle responsabilità: bello, no? Anche le aziende si sono adeguate alla diminuzione di coraggio. Non esistono più le S.p.Ao le S.r.l. Oggi ci sono le U.c.t. (Una Cosa Tranquilla).
Già, il trionfo delle cose sugli uomini. Sapete qual è il teleprogramma più seguito qui nel 2053? Beh, ricordate quelle televendite dove imbonitori dalla parlantina sciolta si accompagnavano ad attori che impersonavano l’amico sciocco,quello che se può capire lui come usare questo prodotto possono capirlo tutti? Poi l’amico era diventato sempre più fesso per l’effetto sinergico di simili spot sulla già provata popolazione televisiva. A un certo punto l’amico scemo diventò un burattino da ventriloquo. Ma l’identificazione ancora non era soddisfacente. Così si prese una pietra tonda. Il successo fu tale che si sentì il bisogno di usare una pietra tonda anche per il presentatore. Le vendite salirono come fossero impazzite. Lo spettacolo oggi è questo: una serie di articoli sparpagliati su un tavolone e due pietre tonde posate là in mezzo con cravatta a pallini. Dura mezz’ora. Un successo che non vi dico.
Quando cominciò il trionfo delle cose? Quando l'apparenza sconfisse, una buona volta, la sostanza e l'uomo passò il testimone dell'anima agli oggetti. Avete presente quando, la notte prima di qualche interrogazione importante, vi preparate caffè su caffè in cucina invece di stare alla scrivania? Quasi come se fosse il caffè a studiare per voi. E quando vi procurate, per un esame, tutti i libri sull'argomento sapendo che al massimo ne userete due o tre? Come se i libri studiassero al posto vostro. Insomma: se credete che il caffè possa studiare e i libri leggere, siete pronti per questo futuro.
Una nota consolatoria: non è cambiato proprio tutto. Checché ne pensi chi vi ha affittato quell’appartamentino così economico, ma così economico, gli esseri umani sono ancora creature tridimensionali. E' sempre valido quello che scrisse David Blatner in uno dei testi-chiave sulla realtà virtuale (Miraggi Elettronici, 1995) “non solo possediamo larghezza, altezza e profondità, ma siamo soliti lavorare in ambienti che posseggono anch’essi tali componenti”. Quanta saggezza, anche se dalla frase si deduce che Blatner di tanto in tanto si concedeva qualche scappatella bidimensionale. Il classico triangolo?

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