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Mio fratello

di Giuseppe Culicchia su Smemoranda 2003 - Odi et amo

Seduto a una fermata d’autobus, guardo la scritta tracciata con la vernice a spray sul muro dell’edificio dall’altra parte della strada, e chissà perché penso a mio fratello. La scritta è un po’ sbilenca. L’anonimo imbrattatore, è comprensibile, doveva avere fretta. Mio fratello no, lui non ha mai avuto fretta. Mio fratello ha sempre dimostrato un grande tempismo. Mio fratello ha sempre fatto le cose giuste al tempo giusto. Mio fratello. Volergli bene gli voglio bene, in fondo è mio fratello. Però non lo sopporto. Mio fratello.
Mio fratello: con i sandali ai piedi e i pantaloni a zampa d’elefante, partecipa all’occupazione del suo ateneo nei primi anni Settanta. Nel 1973 entra in Lotta Continua. Nel 1974 si laurea in sociologia con una tesi sull’attualità delle teorie rivoluzionarie riguardanti la guerra di guerriglia all’interno di un contesto industriale urbano politicizzato. Nel 1975 viene fermato dalla polizia nel corso di una manifestazione non autorizzata, nel corso della quale insieme ad altri dimostranti spacca alcune vetrine rivendicando il diritto all’esproprio proletario, e successivamente rilasciato. Nel 1976 si mette insieme a una ragazza del movimento. Nel 1977 lei rimane incinta. Lui lì per lì medita di lasciarla. Lei però subito dopo rimane uccisa da una pallottola sparata dalle forze dell’ordine durante gli scontri seguiti a un corteo antifascista. Nel 1978 mio fratello diventa Hare Krishna. Nel 1979 conosce una ragazza Hare Krishna figlia di un imprenditore molto noto nel ramo dell’edilizia. Nel 1980 convince la figlia dell’imprenditore a lasciare con lui gli Hare Krishna e la sposa. Nel 1981 il padre di lei lo fa entrare in azienda. Nel 1982 diventa il braccio destro del suocero. Nel 1983 si occupa dell’edificazione di un villaggio turistico abusivo sulla costa meridionale della Sardegna. Nel 1984 apre un secondo villaggio turistico abusivo sulla costa settentrionale della Sardegna. Nel 1985 apre due villaggi turistici abusivi: uno sulla costa orientale della Sardegna, uno sulla costa occidentale. Nel 1986, in seguito al successo ottenuto dai villaggi turistici abusivi costruiti sulle coste della Sardegna, comincia a costruire villaggi turistici abusivi in Puglia. Nel 1987 in Campania. Nel 1988 in Calabria.
A partire dal 1989, costruisce villaggi turistici abusivi in Sicilia. Nel 1990, è la volta delle isole Eolie e del parto gemellare di sua moglie. Nel 1991 delle Tremiti, Capri e Lampedusa. Nel 1992 il suocero di mio fratello e mio fratello vengono indagati per corruzione di funzionari pubblici, violazione delle leggi in materia di edilizia e di quelle sulla tutela del patrimonio ambientale. Nel 1993 mio fratello medita di buttarsi in politica. Nel 1994 si butta in politica e viene eletto in Parlamento. Nel 1995 il suocero di mio fratello e mio fratello vengono condannati in primo grado e fanno appello. Nel 1996 mio fratello cambia schieramento politico così come tutti i parlamentari del suo partito. Nel 1997 il suocero di mio fratello e mio fratello vengono condannati anche in appello e fanno ricorso in Cassazione. Nel 1997 mio fratello lascia il partito e si iscrive al gruppo misto della Camera. Nel 1998 sua moglie se ne va con le bambine. Nel 1999 mio fratello lascia il gruppo misto, entra in un altro partito e torna allo schieramento politico tra le cui fila era stato eletto. Nel 2000 il suocero di mio fratello e mio fratello vengono assolti dalla Cassazione per non aver commesso il fatto. Nel 2001 mio fratello è ancora mio fratello. E nel 2002 pure.
Seduto alla fermata d’autobus, rileggo la scritta tracciata con la vernice a spray sul muro dell’edificio dall’altra parte della strada. IMMIGRATI VI PREGO NON LASCIATECI SOLI CON GLI ITALIANI! L’autobus arriva. Si ferma. Lo prendo? Non lo prendo. Riparte. Mi alzo, attraverso la strada e raggiungo il muro dell’edificio. A biro, sotto la scritta tracciata con la vernice a spray, aggiungo: E IN PARTICOLARE SE POTETE NON CON MIO FRATELLO!

Nota dell’autore: la scritta sul muro è vera ma si trova a Venezia, quindi l’autobus e la fermata sono opera di fantasia. Fratelli per fortuna non ne ho.

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