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Chi vuol bene alle bestie vuol bene anche ai cristiani

di Natalino Balasso su Smemoranda 2003 - Odi et amo

La signora del piano di sopra è convinta che parlando spesso al suo gatto, quello imparerà a capire ciò che lei dice. Ma non è un bambino! Non conosce il linguaggio umano, il gatto è solo un furbacchione che ha capito come ottenere cibo e coccole senza fare troppa fatica. Che tu gli dica “Andiamo fuori” o che tu gli dica “Ascolta la segreteria” se apri la porta il gatto va fuori. Sentirla parlare del suo gatto mi urta i nervi. “Stamattina mi guardava, mi guardava, allora io gli ho detto – Chicco, vuoi fare la pipì? – e lui ha fatto – miaou! – gli ho aperto la porta della veranda, è andato subito sulla cassetta, gli manca solo la parola!”.
Non capisco questo bisogno di umanizzare gli animali, di mettere il cappotto ai cani, di far guardare la televisione ai pappagalli, che poi imparano a dire “Carramba che sorpresa”. Chiunque abbia bisogno di riversare fiumi d’amore sugli animali, sente la necessità di credere che gli animali capiscano questo e si lascino andare umanamente ad altrettanto amore.
La signora del piano di sopra va in chiesa, e pensa che con la gentilezza si ottiene tutto. Non che l’idea sia disprezzabile, ma quando le ho chiesto se gentilmente poteva chiedere al suo gatto di evitare di cagare sul mio zerbino, mi ha risposto che il suo Chicco non avrebbe mai potuto fare una cosa simile, non sul mio zerbino per lo meno.
Ieri sera ha suonato al mio campanello un ragazzo di colore, uno dei tanti con un borsone di roba da vendere. Ho la casa piena di accendini e, considerato che non fumo, ho preferito acquistare un magnifico borsellino portaeuro (nel senso che porta un euro e basta), poi gli ho suggerito di suonare al piano di sopra, dove c’è una signora piuttosto gentile. Al suono del campanello, ha risposto un “Chi è?” che sembrava provenire da un bandito braccato da mesi. Il ragazzo ha spiegato allo spioncino che voleva vendere qualcosa, al che la voce della signora ha assunto un tono di cui non la credevo capace: “Se non se ne va immediatamente, chiamo subito la polizia! Guardi che sto facendo il numero!”. Il ragazzo ha sceso le scale di corsa e mi ha guardato un po’ torvo andandosene. Sopra, la signora sembrava tornata normale: “ Chicco, andiamo a fare la cacchina che poi la mamma va a letto?”.

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