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di Sergio Ferrentino su Smemoranda 2003 - Odi et amo

Presi separatamente e a una certa distanza si deve riconoscere la nobiltà del sentimento, la forza dell’emozione, l’irruenza delle sensazioni. Sinceramente bisogna portare il massimo rispetto sia all’amore sia all’odio. Bisogna maneggiarli con cura quando appaiono all’orizzonte, non bisogna confonderli con una semplice infatuazione, per quanto coinvolgente, ma passeggera, o con una banale incazzattura automobilistica per quel demente che ti ha tagliato la strada. Amore e odio sono nobili emozioni che bisogna saper usare con cura per non esserne travolti, e un costante e appassionato allenamento può limitare i danni e far vivere esageratamente sia l’odio sia l’amore.
Tutta questa pippa introduttiva, è per far capire che sulla teoria io sono preparato. Un efficace intreccio basato sull’esperienza con qualche spruzzatina di classici, e devo confessare che mi sono sempre destreggiato senza eccessivi danni sia in odio sia in amore fino a quando non arrivò lui: l’ingordo d’attenzione, il frullatore di gioia e dolore, l’ammorbidente della fede. Il fantacalcio. 
Sembrava innocuo, un gioco, un semplice gioco simpatico, che mai avrebbe potuto intaccare la tua fede calcistica basata sulla tradizione, sulla sofferenza, sulla felicità, sull’ipotetica competenza tecnica e su una sana, consapevole e isterica faziosità. Il fantacalcio non ha intaccato queste certezze le ha sgretolate.
Ma portiamo qualche esempio del logorio morale che subisce settimana dopo settimana il giocatore di fantacalcio. Fin da piccolo hai deciso per chi tifare, e fin da piccolo hai deciso chi è il tuo nemico, la squadra da battere, quella che, se la batti, ti permette di andare in giro senza inutili complessi d’inferiorità manifesta, anche se da vent’anni non vinci lo scudetto.
Durante l’asta del fantacalcio come sempre decidi che non comprerai mai un giocatore di quella squadra, ma finiscono i fantaeuromilioni (erano fantamiliardi fino all’anno scorso) e per caso compri una scamorza panchinara proprio di quella odiata squadra. Sei tranquillo, non lo inserirai mai in campo ma si rompono tutti i giocatori del reparto e sei costretto, per giocare in 11, a schierarlo in campo: sono tre domeniche che non vedi gol, ed ecco che quell’essere inutile a se stesso e al calcio, e di conseguenza al fantacalcio, segna.
Cazzo segna lui. Orrore, non ha mai toccato palla, gioca da far schifo, è stato un rimpallo ma….. segna. Porca vacca ha segnato, ho fatto tre punti.
Scarso ma simpatico. Calma, “un fortunato gol che premia la serietà del giocatore e la professionalità del fantallenatore”, che ha schierato senza pregiudizi l’atleta che gioca in una squadra di merda… ma che cosa fa… dove corre… è solo… Entra in area… tiro gol. Ebbene sì. Io l’avevo detto, ecco la rivelazione del campionato. Un mito, una leggenda che seguivo dalle giovanili, sì certo la sua squadra di merda ha vinto, ma non è una bruttissima squadra peccato per la presidenza ma per quanto riguarda i giocatori… e comunque “voi non capite un cazzo di calcio”.
Il crollo psicofisico del fantallenatore è alle porte, la doppiezza morale s’intrufola tra i pali e sotto le traverse.
Lo stato d’abbandono della dignità sportiva cade sotto il tallone dell’opportunismo quando l’ignobile segna contro la tua squadra del cuore. Quella cui ha dedicato la parte più emotiva del tuo essere.
Disastro? Tragedia? Ti chiudi, come hai sempre fatto, in un doloroso mutismo per tre giorni. Niente di tutto questo. Il lunedì corri a comprare il giornale e cerchi disperatamente il voto dato al giocatorino che sta affossato la tua squadra.
Sette più tre del gol, più questo, più quello, dodici. Fantastico Un mito, una leggenda. La tua squadra? Sì, le vuoi molto bene, anzi l’ami ancora, “ma in questo momento vorrei vivere anche questa storia con questo…”.
Per portare un po’ d’ordine emotivo non resta che la frattura, del perone, della tibia, del polso. L’importante è che quell’essere resti fuori dal campo e dalla mia formazione del fantacalcio. Solo così potrò ritrovare un isterico amore per la mia squadra e lo sconfinato odio per la sua.
Nel frattempo ho tre giocatori rotti, uno fuori per doping e quattro squalificati… chi cazzo metto in campo… No quello no, non posso. È contro la mia morale calcistica… 
Vabbè ma solo per questa domenica.

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