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E voglia di bacio vacanza animale

di Alessandro Bergonzoni su Smemoranda 2002 - Giriamo pagina

Non ne potrei più di inverni dell'anima, di inverni del corpo, di inverni frigidi e spasmodici. La voglio, l'estate, la voglio ovunque, qui, qui e anche qui.E che mi baci di vaccanze animali. Voglio 3000 chilometri di costa, 8 milioni di teste, 16 milioni di orecchie,770 mila bambini che giocano chini, monochini, bi chini. La rotonda sul mare l'hanno finalmente smussata adesso è quadrata. San Daletto protettore di tutti i piedi nudi, parla conl'avvocato dei miei stivali: “L'Italia è pronta da venire a ritirare, e l'altro stivale?” Il tempo d'estate cola, fonde: la più grossa clessidra del mondo si spacca e si formano nuove spiagge; tempesta di sabbia, tempesta di secchielli e palette, nascono bagnini dappertutto.Le spiagge si pettinano davanti al mare: si fanno la riva in testa. Nel bagnacciuga la medusa appare e traspare.

Detestate ogni inverno voi che entrate, su teli da mare che verranno amati come quelli che ci si sono sdraiati. Chi vuol esser lieto scia, tutti gli altri in spiaggia,l'ultima spiaggia, a destra, prima dell'autunno caldo. Pesci di tutti il mondo tuffatevi a capofritto! E il pesce badile scava una buca ma è il pesce ficcanaso che ci va a finire dentro. Meglio fare castelli in aria ma aria non ce n'è: e allora? Allora chiunque tu sia fammi una carezza poi dammi ombra col palmo della tua mano e fammi un gioco da villano. Vuoi essere il mio bagnino? Salvami ogni volta che vuoi, buttami il salvaniente perché non c'è più niente da salvare; allora meglio salpare, puntare un orizzonte, lasciare alle spalle ogni verticale anche il tredici verticale: “Lo è l'estate” “Bella”.Ma si sa che la bellezza non è tutto esiste anche la schifezza, perché il sole bacia i belli, i così così li offusca la nebbia, gli orrendi li annega la pioggia.

E tu continua pure a far la coda, io intanto faccio il resto dell'animale; il serpente di macchine morde e cioè abbassa la testa a forma di casello e ti chiude la sbarra sulla testa. Meglio un giorno da leoni che due settimaneda turista. Meglio fu turista, come colui che non lo è più e magari adesso pascola le sue vaccanze altrove, magari dove lontan da te non si può star, e quando dico star intendo tutte quelle stelle che stanno a guardare, senza pre nottare. Immortali, come un'estate che non è altro che la benzina per far girare l'anno solare. “Il pienone per favore!” grida il buon padre di famiglia con mogli, suocero, cane,figlio e figlia

Adamo ed Eva in questo momento ruberebbero un cocomero: “Peccato! Per colpa di due semi ho fatto una colica letale universale” E via tutti dentro al mare caldo, fino al collasso (fin sotto la testassa!) “Si tocca li? Allora mi tocchi qui”. E il lavoro? Quello mobilita l'uomo, lo riempie di ferie in tutto il corpo, lo sposta. Siamo tanti spostati. Perciò guai a chi non santifica l'estate: sarebbe come leccare il cono e non sfiorare il gelato; sarebbe come ingoiare il bicchiere e buttare la granita; sarebbe il classico controsenso. Ma se tutti fossero un controsenso chi se ne accorgerebbe?Forse solo chi si mangia le unghie e lascia i polpastrelli. O forse quegli angeli di schiuma che proteggono bagnanti rossi: può più laprotezione civile o quella soprannaturale? Silenzio: sento il rumore del mare. Sono passati milioni di anni e non hanno ancora scoperto il difetto.Va a finire che resto in città. Quale? Quella vuota, senza resa,una resa incondizionata senza aria forzata. Fa' un po' come ti pare. Pace all'anima tua.

FINE. (Come dovrebbe essere la sabbia umana)

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