I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Mario e Gerarda

di Dario Vergassola su Smemoranda 2002 - Giriamo pagina

Mario Due è una pallina da roulette, una mosca sullo specchio, una foglia che si stacca dal ramo senza avere le idee chiare su dove cadere. E' sempre stato così. Terribilmente indeciso. Suo padre voleva un maschietto, sua madre una femminuccia, sua sorella un cocker: Mario Due fu una delusione per tutti. Fin da piccolo si capiva che sarebbe stato un tipo molto vivace: rubava i vestitini di Barbie alla sorellina per metterli al suo Big Jim. A sette anni lo beccarono in coda al check-in dell'aeroporto di Genova, partenze internazionali, destinazione Casablanca. Lo convinsero a tornare a casa promettendogli un Cicciobello che fa la pipì, l'ultimo Lp di Amanda Lear e un trattamento estetico da Messegué. Mettendo da parte le paghette dei genitori, qualche cresta sulla spesa e i soldi raccolti dalla vendita del Subbuteo, a dieci anni Mario Due si ritoccò il naso. A undici si fece il silicone alle labbra. A tredici l'elettrocoagulazione. Il tutto all'insaputa dei genitori. Al liceo incontrò Gerarda. Vedendola in classe per la prima volta, le chiese dove si era procurata un paio di tette così grosse. Lei travisò e gli diede un cartone sul muso. Da quell'esperienza Mario Due imparò due cose: Gerarda lo eccitava, il dolore pure. Cementarono la loro amicizia durante un corso pomeridiano di economia domestica. Si convinse in questo modo, forse per la maggiore esperienza di Gerarda o per averla idealizzata, che le donne sono molto meglio degli uomini: esseri superiori, per istinti e fattezze. Iniziò a travestirsi. Si iscrisse come militante all'Arcigay. Contemporaneamente venne eletto socio onorario all'Arcylesbo. Ma un giorno cambiò idea e girò pagina. Fu durante un corteo femminista. Incontrò Gerarda, il suo primo grande amore. Bruciò il reggiseno in piazza, tagliò il tacco alle Chanel e ritornò uomo. Oggi fa l'idraulico a Sarzana. L'ho rivisto l'altra sera al bar. Gli ho offerto un caffè corretto e gli ho chiesto, così tanto per dire, come si fa di solito: “Come va?”.

“Sai, Dario, ho scoperto che mi piace troppo la gnocca!” mi ha risposto.

“Ah!” Finalmente aveva le idee chiare. “Anche a me, non me ne parlare”

“Domani vado subito a mettermela” aggiunse.

Aveva cambiato idea un'altra volta. Piùche girare pagina, questa volta aveva ribaltato tutta l'enciclopedia.

*scritto con Marco Melloni

Advertisement