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Without u

di Enzo Gentile su Smemoranda 2002 - Giriamo pagina

“Hai delle sopracciglia fantastiche, le migliori che abbia mai visto.”
L'esordio della conversazione non era stato molto brillante, nel campo dei complimenti si poteva fare di meglio, ma tra tanti adoratori di colli, gomiti, polsi, caviglie, mi sembrava che il cenno di merito al disegno sottile che sovrasta e incornicia gli occhi avesse dignità propria.
Osservare, fissare, godere delle bellezze che mi circondano serviva ad allentare la morsa del rimorso (sì, effettivamente così), il senso di dissenso, il vento di spavento: roba che covavo nella percezione di smarrimento, di sgomento provati con la perdita di fratellanza, persino di ‘gemellanza', se mi è consentito. Alfabeto monco, nebbia catodica e grande freddo.
Nonsoloamore, ma appartenenza, condivisione, militanza di affetti: come la goliardia senza gol, né pallone, ma tanto pallore esistenziale, priva di significato, di fascino, di divertimento insomma.
Le sopracciglia, ma anche le ginocchia e le gengive, così rosee, delicate, innocenti mi distoglievano dai cattivi pensieri, per calarmi nelle “good vibrations”, a dirla con i Beach Boys. Parentesi di distrazione, entertainment.
Per dimenticare, per sormontare la distanza, per amministrare l'assenza, mi ero gettato in personali, intime classifiche di gradimento: senza di lei, mi dico, la vita avanza, e deve bastare.
Con ottimi motivi e basi solidissime: in ordine di entrata, caoticamente, i miei dischi, i concerti, gli amici di vino e di torte, la moto e l'estate, il mare e le (birre) rosse, il calcio e le strisce rossonere, Tom Waits e Jimi Hendrix, la cioccolata e la pizza, i sorrisi di prima mattina, i sogni al centro della notte, l'odore del pitosforo e le camicie a righe, il cinema e l'arcobaleno, l'aria di casa, l'area di lei, la voglia di volare e di sperare.
Resistere senza desistere, essere convessi con vezzi a piacere, amati e anche conclamati: ci conto, senza sconti, e poi mi sento come il Festival di Sanremo, stonato, vano, inascoltato.
Battiti cardiaci che sono assoli di batteria, se la incontro, o solo mi ci scontro, nel sonno o a occhi aperti: siamo fatti così (di cose leggere, però).
Ma con il tempo paro e imparo, mi dimeno di meno, mentre regge la domanda da Lascia o raddoppia, mai risolta: vivo, sopravvivo, ci conviverei? Meglio libero? O stopper? No, meglio ‘con' e basta: da solo forse sono saggio, mi assaggio, e non mi piaccio.
Specie di schedina, mi piego, mi spiego, mi spezzo in tre: 1-X-2, mai che faccio tredici. Mi tempro, mi stempero, e lei non c'è: in fondo in fondo, so che sprofondo. Mondo analfabeta.
Non è mai troppo tardi, che bei ricordi: ma arriverà il giorno, la parola d'ordine è rincorrere per concorrere.
Big bang: lo spettacolo dell'immaginazione (al potere) oggi alimenta rossore e commozione, tepori e palpiti. Cantiamo insieme Knockin' on heaven's door. O preferisco No woman no cry...

PS. www.avolteritorna.it Clicco!?

Cosa manca in queste due pagine?
1) la dedica 2) la salute 3) le u

Risposte:

1) Esatto, eccola qua: Foxy lady (chi è?)
2) No, grazie: per adesso tutto bene
3) Ooops, me le sono scordate a casa: mettetele voi

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