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L’insostenibile inter-mittenza dei circuiti umani

di Margherita Giacobino su Smemoranda 2008 - On/Off

C’era una volta Oona, la donna primitiva. Alle prese con il ritmo primario. Giorno e notte, luce e buio, maree. Stagioni, ere, caldo freddo, vita morte.
Lento, lentissimo, il pensiero. Tra un pensiero e l’altro, lunghe pause di ebetudine. Tra una scintilla di razionalità e un’altra, distese di nulla. Tra un sussulto emotivo e un barlume di sentimento, oceani di pura, cieca istintualità.
Mesi di letargica placidità e poi, oops, l’estro. Scatta l’interruttore che la riconnette ai magici cicli della natura, l’urgenza travolgente, la danza frenetica degli ormoni. E nove mesi dopo – ma lei non sa contare – meraviglia! da lei esce un esserino bagnato e urlante che si attacca al lungo pelo che la ricopre (Oona non si depila ancora) e cerca la tetta. Liscio e senza scosse s’innesta l’istinto materno, che a un certo punto finisce anch’esso per cause naturali : Oona si stufa e spedisce il pargolo verso l’indipendenza, oppure un orso bruno se lo mangia, e Oona si gratta la testa ed è colta da un vago senso di finitezza e fastidio e fatica per l’insostenibile fragilità della vita umana, anche se lei non se la racconta così, e vagamente nel suo inarticolato cervello scatta un clic che le segnala l’inesorabile inizio di un altro ciclo… E avanti così fin che non le cadono i denti, stressati dal dover rosicchiare tutta quella carne cruda e radici e bacche e pieni di carie perché non esistono ancora i dentifrici, e finalmente muore, alla veneranda età di trent’anni all’incirca (ma lei non lo sa, perché l’anagrafe non è ancora operativa).
Prendiamo adesso Olivia, sua diretta discendente per parte di mamma nonché trentenne nel primo decennio del terzo millennio. Vive in un’epoca di grande progresso, in cui l’uomo occidentale, soprattutto nella sua sottospecie donna, campa cent’anni e ne ha bisogno, per pagarsi le rate del mutuo per il dentista, altrimenti le lascia in eredità ai figli. 
Cosa è rimasto dell’antico, spietato ritmo primario nella vita di Olivia? A prima vista sembra che l’abbia sgominato del tutto, ma se guardiamo attentamente vediamo che anche la sua vita è soggetta a un continuo sfarfalleggiare di on e off, acceso-spento, contatto non-contatto. La vita interiore di Olivia, infatti, si presenta più o meno così: pensa-smetti di pensare che ti angosci- sogna- svegliati per carità - credi ai miracoli- sii razionale, insomma!- vai in panico- calmati – fatti valere, sei la migliore – ti rendi conto che non vali niente? – compra - angosciati perché hai speso – mangia- sentiti in colpa perché hai mangiato – trovati un uomo subito, non vorrai mica restare single per tutta la vita – lascia quell’imbranato insensibile, non hai bisogno di lui – fa’ un figlio, prima che sia troppo tardi – oddio, come farai a gestire un figlio, non l’ha mai fatto nessuna prima di te! – mangiati un po’ di cioccolata, che ti calma – ecco, hai mangiato di nuovo la cioccolata!
È chiaro: i circuiti umani hanno sempre funzionato a singhiozzo, ma oggi lo fanno in modo autonomo, staccato dai grandi ritmi vitali della Terra (quale Terra? ne è rimasta?). E soprattutto lo fanno più velocemente. Sì, la grande conquista umana degli ultimi millenni è questa: la velocità. Fare e disfare più in fretta, contraddirsi a ritmo incalzante, giocare con mano sempre più rapida e nervosa sull’interruttorre, come sul joystick di un videogame.
Ma la sostanza non è poi tanto cambiata. Infatti l’estate scorsa Olivia è andata in vacanza su un’isola tropicale e lì, in un incontaminato villaggio turistico, ha incontrato un maschio dai muscoli lucidi di olio solare e ha sentito scattare in sé istinti ancestrali. Al ritorno si sono sposati e hanno avuto un figlio. Nel prossimo futuro il figlio crescerà e Olivia lo allontanerà da sé e lo metterà davanti alla televisione, che è lì a fauci spalancante, e poi si interrogherà con vago e inarticolato fastidio sulla fragilità e il vuoto della vita umana, e sentirà il bisogno e la fatica di ricominciare un ciclo che, forse, non ha senso… Ma, a differenza della sua antenata, invece di morire logora a trent’anni suppergiù, probabilmente si iscriverà a un corso di découpage. Il che, in fondo, non è poi così diverso.

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