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Grande mamma

di Guido Piccoli su Smemoranda 2002 - Giriamo pagina

“Ricordati che non ti sono mai piaciute le minestre riscaldate” disse la madre, di botto e senza sapere nulla. Lui, che era già un po' giù, si sentì come nelle battaglie navali scolastiche: colpito e affondato.
Grande mamma: aveva proprio ragione. Quand'era bambino, pur di non mangiare la minestra riscaldata, rischiava sistematicamente di saltare la frutta e il dolce. E avrebbe rischiato anche le botte se i suoi non fossero stati dei pezzi di pane.
Non poteva farci niente, era piùforte di lui. La minestra riscaldata gli sembrava misera e triste, soprattutto quando ci avevano già cotto la pasta.
Anche il ritornello “o mangi la minestra o salti la finestra” non l'aveva mai impaurito e convinto a desistere dai suoi categorici rifiuti. Abitavano in un terzo piano di una casa popolare e lui era sicuro che il padre e la madre non avrebbero avuto il coraggio di buttarlo di sotto per così poco.
Crescendo, cominciò ad amare quello che da bambino odiava.
Il vino, per esempio. Le donne, alle quali da piccolo - essendo anche loro piccole, ma già piùmature -nel cortile di casa faceva dispetti cretini e innocui: boccacce, tirate di trecce... E le minestre riscaldate, per la loro consistenza, l'amalgama particolare dei sapori, il loro senso di tranquillizzante familiarità.
A un certo punto della vita, complice il vino, mischiò donna e minestra riscaldata. Per dirla fuori di metafora,
ritornò sui suoi passi
riascoltò le stesse lusinghe
rivide gli stessi sorrisi stampati
ricadde negli stessi occhi
ridisse perché no?
rinnegò le sagge decisioni
rimosse i dubbi
rimescolò le stesse carte
rifece gli stessi errori
rientrò negli stessi meccanismi,
riaprì le stesse ferite
rimediò le stesse sofferenze,
fino a rifuggire dopo avere riletto la stessa impossibilità
E si ritrovò a dolersi nella notte come un patetico grillo, tutto ri-ri.

La cosa durò finché la mamma gli ricordò l'antico odio. S'impose allora, per non sbagliare, di tenere sempre lontane le minestre riscaldate, o anche solo riposate.
Il libro della vita, in copia unica e non riproducibile, ha - se proprio non si è sfigati - molte pagine da leggere e soprattutto da scrivere. Basta trovare il coraggio di girare pagina dove ci si è incagliati. Come si fa coi libri difficili quando non si capisce niente, sicuri che poi si capirà.
“O mangi la minestra o salti la finestra”, già, ma saltando la finestra non è detto che si debba per forza cadere. E' possibile che s'impari addirittura a volare.
E' solo volando che capita, prima o poi, di incontrare gli angeli...

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