I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Un altro posto

di Jiga Melik su Smemoranda 2002 - Giriamo pagina

Se uno a metà della vita non ha la casa, è bene che decida di comprarla, così lascia al figlio un ricordo un po' più concreto delle enormi risate fatte insieme mentre degli estranei vestiti da vigile pignoravano il televisore. E' vero che ci sono tanti figli di ricchi che si lamentano che il padre non ha mai riso insieme a loro, ma in genere ci sono molti più figli di poveri che non hanno mai riso al momento della lettura del testamento.
Ma avrei in animo di fare un cambiamento più grande: andare a vivere in un altro posto e stavolta per sempre. Intendiamoci, non so dove. L'altro giorno, dopo tre ore e venti di silenzio, mia moglie ha detto che anche lei non sa dove vuol vivere. Una cosa magica: così tiriamo avanti con l'affitto senza fare subito un altro trasloco. Abbiamo adottato la frase tipo: “E' giunto il tempo di fare una scelta definitiva”. Una posizione ottima, perché non si capisce chi impegna e comunque di sicuro nessuno di noi due. Ma intanto, la decisione che un giorno noi avremo la casa è presa. Il problema semmai è con quali soldi.
Sarebbe fantastico andare a vivere dove stiamo adesso, ma purtroppo ci abitiamo già e quindi non possiamo goderci questa stupenda emozione.
Se avessimo scoperto questo luogo alla nostra età attuale, dopo decenni di vita in una città veramente sporca, e fossimo capitati qui per caso a primavera, quando intorno è stesa una coperta di colline a riquadri verdi e marroni, allora sarebbe stata un'altra cosa. Cavolo, poteva essere notevole impattare qui a cinquant'anni.
Invece no. Abitiamo già qui, in questa sorta di paesaggio animato, i cui movimenti stagionali sono lenti ma sconvolgenti e non c'è mai nessuna sorpresa a meno che non arrivi l'Enel e tagli la luce. La vita paesana ha una tenerezza discreta e continua, che non tradisce troppo; certe volte il sindaco mi abbraccia sotto la torre campanaria e il vino è magnifico. L'inverno, invece, quando la natura si impossessa di noi, ci scambiamo le opinioni sotto forma di ululati.
A capodanno siamo andati a una festa a Firenze, dove sono nato, da Lido ed Evelina che hanno comprato casa. Stanno in un bel quartiere ai piedi dei colli, fra strade tranquille con case a due piani o tre, a ridosso dell'antico Campo di Marte. Appena siamo arrivati abbiamo capito subito che a noi andrebbe benissimo anche piazzarci in una di queste ville. E così il primo dell'anno siamo andati dal mio amico Bernardo, un monaco olivetano che sta alla chiesa di San Miniato, il quale ci ha portati sulla cima della torre campanaria. Lassù, tra quegli spalti dove il Michelangelo pose a barricata un baluardo di vecchi materassi e poi armò una bombarda per difendere la nostra Firenze dagli invasori - per certe cose Firenze è nostra, per Cecchi Gori è sua - mi sono commosso fino alle lacrime.

Ora, dato che sia io che Erina siamo tipi con le idee estremamente chiare, abbiamo pensato a una cosa veramente concreta: se piùavanti capita, ci trasferiamo a Firenze. E' una decisione anche per il bambino. Sì: andare a stare a Firenze “anche per il bambino” è la chiave profondamente giusta della nostra vita. Anche se per il bambino non è giusto, perché a lui la città fa profondamente schifo. Questo fatto che Giovannino vuole rimanere per sempre nel posto dove è nato naturalmente va preso come l'opinione di un bambino di sette anni; io per esempio ho capito solo adesso che errore colossale ho fatto andando via dal posto dove sono nato. Ma se il bambino non se ne va il piùpresto possibile dal posto dove è nato e dove potrebbe essere tanto felice se solo ce lo lasciassimo, dopo non potrà mai scoprire quanto noi abbiamo sbagliato a portarlo via. E allora che l'abbiamo educato a fare?
Poi ci piace molto il mare e abbiamo adocchiato anche un bellissimo paesino nel sud della Toscana. Potremmo invecchiare lì, deve essere una bellezza. Io e mia moglie pensiamo che non ci sia niente di meglio che abitare al mare, soprattutto d'inverno... Comunque, dato che ormai ha smesso di fare freddo, ci siamo resi conto che possiamo prendere la decisione che qui stiamo benissimo. Come del resto almare e in città, perché Portofino è bella ma sinceramente anche Roma non scherza. E a primavera, verso le cinque del pomeriggio, a me non dispiace neanche Bolzano.

Advertisement