I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

M'illumino d'immenso

di Jovanotti su Smemoranda 2002 - Giriamo pagina

Io quella poesia non l'ho mai capita, non perché non fosse bella, anzi, lì l'autore ha avuto una grande idea, se non altro quella di fare una poesia tascabile, che tutti la potessero imparare subito, proprio tutti. Ma non è detto che tutti potessero viverla, io per primo in quanto di mattina non mi sono mai illuminato d'immenso, anzi. Ho sbadigliato, ho maledetto la sveglia, ho mandato affanculo chiunque fosse nel raggio di trenta metri dal basso del mio pessimo umore di quando mi devo svegliare presto, che per me può voler dire anche mezzogiorno, ma non mi sono mai illuminato d'immenso. O forse l'ho fatto qualche volta, ma è avvenuto al termine della notte, quando spuntava l'alba, che non è la mattina, ma tutta un'altra cosa, per me l'alba non è l'inizio del giorno ma la fine della notte e scusate la sottigliezza ma c'è una bella differenza.

Ho pure scritto un pezzo che si intitola “gente della notte” proprio per mettere le mani avanti, per dire ragazzi non rompetemi i coglioni per nessun motivo prima delle due del pomeriggio. Tante volte ho dovuto svegliarmi presto, prendere treni autobus taxi, e sempre dal vetro ho osservato il panorama di fronte a me trovandolo assurdo, gente che alle nove di mattina era lì speditissima verso qualcosa, uomini vestiti di tutto punto che sfogliavano il giornale come se capissero perfettamente quello che stavano leggendo. Donne con bambini che aspettavano al semaforo lo scattare del verde per attraversare quasi con uno scatto da olimpiadi. Probabilmente, pensavo, tutti loro si illuminano di immenso ma io sono rincoglionito e sono qui solo perché dovevo per forza svegliarmi a quest'ora perché il mondo come l'hanno costruito tratta i nottambuli come una minoranza da schiacciare che non ha a disposizione uffici per fare i documenti nel pomeriggio o altre cose che si potrebbero benissimo fare alle sei di sera e invece bisogna farle per forza alle dieci di mattina sennò crolla il sistema. Ho praticamente rimosso come un trauma infantile tutti i giorni in cui per andare a scuola dovevo prendere autobus affollatissimi in ore assurde o peggio ancora un anno di fottuto militare con sveglia alle sei e mezza. Poi ho anche sviluppato una teoria antimattina. La teoria è così formulata: di mattina il mondo è popolato di tutte quelle categorie che sono palesemente contro lo scorrere della vita: militari, amministratori di palazzi, politici, burocrati di ogni specie, e questo dona all'aria una brutta energia e per neutralizzarla l'unico modo è starsene a letto, solo così se ne resterà fuori di te. La teoria si sa che non è la pratica ma rimane un modo per giustificare i propri comportamenti. Poi stamattina mi sono alzato alle nove, non avevo piùsonno, mi sono svegliato senza niente da fare, mi sono alzato, lo stimolo della cacca era lì come un simpatico amico al quale è piacevole non dire di no, la finestra lasciava entrare un venticello niente male e poi ho guardato la mia ragazza che era già lì sveglia che prendeva il sole sdraiata sul tetto della casa come un gatto e allora ho capito il successo di quella poesia. è il sonno che rende tutto negativo. Quando si è svegli la realtà non può farti niente, anzi il mondo può anche essere un luogo veramente meraviglioso al di là dell'ora, e l'universo può arrivare a illuminarti di immenso, cosa difficile da spiegare a parole, ma si sa che le parole sono limitate mentre la poesia non lo è, anche se è fatta di parole. Strana cosa questa, ma vera.

 

Advertisement