I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Femmina umana taglia 48

di Lia Celi su Smemoranda 2002 - Giriamo pagina

Buonasera. Buonasera a tutti... Mi hanno detto che ci vuole subito una battuta forte per rompere il ghiaccio. Perché, vedete, io non sono una comica professionista. Sono una madre di famiglia, sposata con due figli grandi, ho saputo che c'era questa serata per comici dilettanti e ho pensato: ecco l'occasione giusta per voltare pagina... già, la battuta. Mio marito è una noia. Da quando è in pensione, esce di casa solo per portare fuori il cane. Gli ho chiesto: qualche sera potresti portare fuori anche me. Lui mi ha guardato sbalordito: “Alla tua età vuoi metterti a pisciare contro gli alberi?”... Non è solo una battuta, è il motivo per cui sono qui. Stasera voglio voltare pagina nel libro della mia vita. Prima che sia troppo tardi. Poi c'è il rischio di voltare pagina e andare a sbattere nella retrocopertina. Sapete, quella dove c'è la foto dell'autore con due righe di biografia. Praticamente una lapide... Direte: ma perché una come me si mette a fare la pagliaccia? Be', non ci sono molti mestieri al giorno d'oggi per una femmina umana taglia 48. Anche per rispondere al Telefono Amico non ti prendono se vai oltre la 44.

E poi ho già cinquant'anni. Sapete cosa vuol dire? Che quando sono nata io, Umberto Bossi stava ancora imparando l'ABC. Oggi è arrivato quasi alla G. Il progresso è inarrestabile. Insomma, io sono di un'altra epoca, e il mercato del lavoro vuole la gioventù. Mi sono presentata in una di quelle agenzie di lavoro temporaneo: eccomi qui, diplomata, esperienza d'ufficio, eccetera. C'erano solo posti da donna delle pulizie. Allora ho provato con Internet. Sì, ragazzi miei, le casalinghe del Terzo Millennio conoscono il computer. E' un po' il nipote scemo della lavatrice. Be', dicevo, sono andata in un sito per la ricerca di lavoro e ho inviato il mio curriculum. In inglese. Accipicchia se ha funzionato! Ho ricevuto una proposta da Bill Gates in persona. Cercava una donna delle pulizie. Gli ho risposto: grazie Bill, fare le pulizie è un po' come lavorare nel porno: si scopa un casino, ma ti logori il fisico. C'è di buono che noi casalinghe adesso abbiamo l'assicurazione contro gli incidenti domestici. Ci sono degli inconvenienti, certo. L'altro giorno la lucidatrice mi ha tamponato, non ha voluto firmare il modulo per il concorso di colpa. Abbiamo messo la cosa in mano agli avvocati. Meno male che c'è la testimonianza del ferro da stiro... Ehi, lo sapete che qui mi sento proprio a casa? Io in piedi a lavorare, gli altri stravaccati in poltrona che sghignazzano. E' grazie alla mia famiglia che ho scoperto il mio talento comico. Sentite questa: “Mi date una mano a sparecchiare?” Non fa ridere? Strano, a casa mia si sbellicano. Proviamo con quest'altra: “Che ne diresti di rifarti il letto?” Tutti zitti? I miei figli si sganasciano ogni volta! Sì, è vero. Sono grandi e grossi e li tratto ancora come dei bambini. Ma adesso basta. Stamattina ho detto al piùgrande: “Senti, hai diciott'anni: il biberon da oggi te lo scaldi da solo”. Il minore? Quello è sempre in giro. Ieri è tornato alle due di notte e si è subito messo davanti ai videogames. Lo so perché ho sentito Lara Croft che gli urlava: “Questa Playstation non è un albergo!”.

Però se i miei ragazzi sono così la colpa è anche di mio marito. Come padre è sempre stato un po' assente. Quando i figli erano piccoli gli dicevo: “Caro, perché non giochi mai a pallone coi ragazzi?” “Perché non rimbalzano bene”. Mai che si interessasse dei loro studi. “Non vuoi sapere come vanno a scuola?” gli chiedevo. E lui: “Lo so già: col 45 barrato”. Negli ultimi tempi lo vedo preoccupato per i nostri ragazzi. L'altra notte mi fa: “Tutti questi giovani che uccidono i genitori. Pazzesco. Con tutti i soldi che gli diamo, non potrebbero pagarsi un killer?”. Gli ho detto di stare tranquillo. I nostri figli non sono violenti. Non ci odiano mica. Se ogni tanto ci picchiano è solo per il nostro bene.

Ora devo lasciarvi, o mio marito comincerà a preoccuparsi. Mica gli ho detto che stasera voltavo pagina. E' ancora presto. Glielo dirò solo quando sarò diventata molto, molto famosa nel mondo dello spettacolo e non avrò più tempo per la famiglia. Anzi, glielo farò comunicare dal mio agente, uno strafigo trentenne vestito Armani: “Sua moglie non torna piùa casa. Adesso è una star”. Lui rimarrà un attimo in silenzio. Poi chiamerà i figli e, commosso fino alle lacrime, gli dirà: “Ragazzi, mamma non torna piùa casa. E' diventata un dado da brodo”.

Advertisement