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Lettera a un'amica

di Marina Terragni su Smemoranda 2002 - Giriamo pagina

Cara Mariangela,

ho fatto come dici tu. Mi sono messa buona e tranquilla, faccio dolci, cucio, guardo Maria De Filippi. Non è malissimo, ha il suo buon senso, mastica sempre in onda (noci? mentine?). Forse mi faccio i capelli come lei, così, per cambiare. Per il cuscino di Padre Pio da fare a piccolo punto: la mia amica ha assicurato che te lo procura. Abbi fede. Ci vuole un po', deve farlo arrivare dalla bassitalia.
Come va lì a Magreglio? Qui una merda. Esco poco, e quando esco compro. Qualunque cosa. Ieri ho preso un set di copricellulari, era un'occasione, 12 al prezzo di 10. Se te ne serve qualcuno ti prego di farmelo sapere, magari per i regali di Natale. Io sono piena di copricellulari, non so che cavolo farmene, ho la casa piccola, però era un'offerta.
Sai, Mariangela, mi rompo tremendamente i coglioni. Quasi quasi era meglio prima del prepensionamento, le nostre otto ore in fabbrica. Dico forse. Non so.
Questa città fa schifo, nella piazzetta sotto casa mia stanno costruendo un monumento Ai Commercianti, credo che sia un prosciutto, o forse una scarpa col tacco, hai presente quei tacchi di Prada un po' tozzetti? Sotto ci faranno anche una grande fontana, e a lato un gabinetto per cani, dovrebbe venire una cosa di un certo tipo. Solo che porta via un sacco di posto, le macchine già non si sa dove metterle, quei pochi posti li occupano gli stramaledetti cinesi del laboratorio di vestiti qua a fianco, credo che lavorino tutti in nero, però hanno delle macchine enormi di marche stranissime. Per tenermi buona, dato che mi sono incavolata, i cinesi mi hanno regalato dei cartamodelli, vorrei farmi una tunichetta, per andare all'iper è comodissima, se ti interessano poi te li passo.
Comunque Mariangela, lasciatelo dire, non si può andare avanti così. Qua bisogna fare qualcosa. Non so bene cosa.
La Rita si è rimessa col Giancarlo. Da quando ristanno insieme non ha più gli attacchi di panico. Meno male, perché dovevo sempre accompagnarla io all'iper. Una volta ci è andata da sola, e mi hanno chiamata di andare a prenderla perché si era accucciata sotto al banco dei prodotti tipici pugliesi in mezzo ai taralli e ai peperoncini e non riuscivano piùa tirarla fuori. Il Giancarlo la pesta esattamente come prima. Ma lei dice che è tutta questione di punti di vista. Nel senso che lei ha cambiato il punto di vista, e il Giancarlo è rimasto lo stronzo di prima. Lei dice che quando arriverà questo benedetto figlio lui finalmente crescerà. Secondo me li menerà tutti e due.
Mariangela, ho voglia che le cose ritornino come prima. Per me bisogna darsi tutti una mossa, scendere in strada non solo per guardare le vetrine. Stare un po' insieme. Non so, sono confusa.
L'8 marzo sono andata a vedere lo spogliarello maschile. Tipi di Abbiategrasso, ma c'era anche un negretto. Io non ci volevo andare, ma mia mamma ha insistito tanto. Dice che le rimane poco da vivere, e vuole vedere tutto. Eravamo io, lei, mia zia Emilia. Non ti dico come si erano conciate. Mia mamma con la gonna di lamé, quell'altra con gli occhiali a brillantini. Allucinanti. Hanno fatto anche le foto, e stanno preparando l'album.
Tu mi dici che ormai dobbiamo fare quello che fanno le persone normali, la massa. Io non so, non ne sono tanto convinta.
Mi ricordo quando siamo andate a occupare il cinema porno perché facevano Susy Tettalunga. C'eri anche tu. Eravamo in un sacco. Adesso ci sono tette di tutti i tipi dappertutto e noi non diciamo piùniente. Gli uomini che menano e noi zitte.
Ti avviso che Mario vuole andare al quiz del miliardario. Dice che vuole finirla una volta per tutte con il mutuo. Dice che fino adesso ha saputo rispondere a tutte le domande dei concorrenti, a parte quelle sull'opera o quelle tipo sulle malattie della pelle. Comunque casomai c'è l'aiutino a casa, faremo un comitato di condominio con l'enciclopedia, se volete venire giù anche tu e il Piero vi faccio sapere per tempo.
Non so, non l'avrei mai detto che uno di noi sarebbe andato a fare un quiz, uno con la nostra coscienza politica o almeno sindacale. Non so, secondo te farebbe una figura di merda?
Tu mi dici di stare tranquilla, che il mondo va così. Ma certe volte mi sento nervosa, prendo un po' di Lexotan, non piùdi 3-4 gocce, o magari butto giù un bicchierino di amaro (mai di mattina).
Avrei tanta voglia di stare veramente bene. Di sentirmi me stessa, non so se mi spiego. Me stessa non andrebbe mai a uno spogliarello maschile. Me stessa spaccherebbe il cranio al Giancarlo. Me stessa scalpellerebbe via tutto il tacco -o l'osso del prosciutto, quel cavolo che è- al monumento Ai Commercianti. Me stessa non so cosa farebbe, ma si sentirebbe piùfelice.

Mah, speriamo in bene. Scrivimi. Salutami tutti. Mandami le foto dei nipotini. E del divano nuovo.

Ciao Mariangela, tua affezionatissima Carlina

Bovisa (Milano), 12 aprile 2002

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