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È la macchina che c'ha che conta

di Gioele Dix su Smemoranda 2011 - Beautiful day

16 febbraio 2009. Oggi è il mio compleanno. Sarà il mio beautiful day? Come faccio a saperlo prima, mica sono un indovino. Sara ha accettato il mio invito a cena e questo è il punto fermo. Per il resto ansia, voglia di scappare, di mandarle un sms tipo: sono malato mannaggia facciamo settimana prossima? Sì, bravo e poi quando ti ricapita più? Devo stare calmo, non vedo il problema, anzi sì che lo vedo: non so se le piaccio quanto lei piace a me. Quanto? Da impazzire. Christian mi martella, dice: “È cotta, vai tranquillo”. Sara è cotta? Sarà. Ma se una decide di venire con te a mangiare la pizza un sabato sera non per questo è innamorata. Magari ti usa per fare ingelosire qualcuno. Eccolo là il tarlo che mi consuma. Che rapporto c’è esattamente fra lei e quel Moretti? Non so nemmeno il suo nome, solo il cognome, per tenerlo a distanza il bastardo. Lei invece non lo tiene a distanza, la vedo sempre che parla con lui davanti a scuola e ride, ride delle sue battute, com’è che lui è così disinvolto tonico spiritoso e io no? Ha ragione Vasco, secondo me è la macchina che c’ha che conta. “Bravo, esci con una tua coetanea” commenterebbe mio padre se venisse a saperlo. Ma quale coetanea, Sara è avanti anni luce e io arranco. Senza patente poi sono votato al fallimento. Niente da fare, i miei sedici anni valgono tredici e i suoi diciannove, è scientifico. Ok, fine della lamentazione. Ora mi preparo, esco e passo a prenderla. A piedi. E vada come vada. Ma fra due anni esatti foglio rosa e allora ne riparliamo.

16 febbraio 2011. “Hai visto quello? Non è Moretti?”. “Chi?” Sara si volta e osserva il tizio seduto vicino all’ingresso della pizzeria. “Ah sì, Moretti, mai saputo il nome, mamma mia ti ricordi che appiccicoso che era?” La vendetta si serve molto ma molto fredda. Stasera noi festeggiamo i miei diciotto, ma soprattutto i nostri due anni di storia. “Proprio a questo tavolo, ti ricordi?” Sara sorride. “Certo che mi ricordo, amore mio”. Moretti si alza e se ne va. “Quanto era fissato con la sua stupida macchina, mica come te che adori andare a piedi”. È molto ecologista e orgogliosa di me la mia Sara. Non sa ancora che ho già fissato da tempo la mia prima lezione di scuola guida. Domani. Beautiful day.

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