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Il chihuahua volante

di Luciana Littizzetto su Smemoranda 2011 - Beautiful day

Un vero Beautiful DayDog. L’avete sentita la fantastica storia del chiuaua volante? No? Allora ve la racconto io. Qualche giorno fa a Detroit è volato via un chiuaua. Un cagnolino di otto mesi, Tinkerbell, Campanellino. È stato portato via da una folata di vento. Ha preso il volo, partito come un aereoplanino di carta. Un calabrone gigante. Un sacchetto del super durante una tormenta. Sicura è una cosa: che i padroni non lo avevano al guinzaglio, se no al massimo faceva l’aquilone. Deve essere stato orribile, povero cagnino… Ma hai idea di cosa vuol dire volare per un chilometro perchè sei grosso e pesi come un barattolo di pelati vuoto? Come un pollo arrosto? A ’sti poveri chiuaua gliene capitano sempre di tutti i colori. Se dormono sul divano arriva il balengo che… prat!… gli si siede sopra. Se poi è uno di quegli omoni col sedere che sembra un baule c’è rischio che il cagnolino gli resti fra le pieghe e poi vada in giro con la testa di un chiuaua che sembra che gli esca dal... no, per dire. O il chiuaua che gira per casa tutto allegro, più gente c’è più più trullo sta, fino a che… prack!... gli arriva un 46 a pianta larga sul groppone che lo spiana. Lo so che è triste, ma fa troppo ridere. Bisognerebbe farli sonori i chiuaua. Come i pupazzetti di gomma dei neonati. Che quando li schiacci fischiano. Peeeett!!! Perché ora come ora se li sgnacchi, vista la cassa toracica che si ritrovano, gli togli tutto il fiato e non riescono neanche più a protestare. In più son piccoli, ma non lo sanno. Credono di essere cani normali, ma son dei topi grassi. Dei cricetri sovrappeso. Delle quaglie obese. Tocca che qualcuno glielo spieghi. Magari uno psicologo, Crepet, che riesce a dire le cose con bel garbo….

No, perché loro son convinti di essere dei mastini napoletani, dei doghi argentini, per cui tengono il testolino dritto, le zampette larghe e i nervi del collo tesi come quelli di Pappalardo. E come se non bastasse berciano come sirene, peccato che sembra che squittiscano. L’altro giorno ne ho visto uno che voleva far pipì su un paracarro e si è slogato l’anca. Ha tirato su lo zampino e... track, è rimasto divaricato come un compasso. Comunque è successo questo. Tinkerbell, era uscito a fare la pipì con i suoi padroni, una coppia di settantenni che vivono vicino a Detroit e una raffica di vento particolarmente forte se l’è portato via. I suoi padroni l’hanno visto sparire all’orizzonte, come una foglia d’acero. Come una piuma di tortora. Un palloncino gonfiato a elio. Poi cerca che ti ricerca dopo due giorni l’han ritrovato. In un bosco, a più di un chilometro di distanza, perché la folata di vento gli aveva fatto attraversare l’autostrada. L’han trovato lì. Come una buccia di banana. Spiattellato sotto un faggio. Piantato di testa in un cespuglio di fragole. Infilato a spiedino su un asparago selvatico. Un po’ ciancicato ma vivo. Un vero beautiful day no?

P.S. Volevo solo dare un consiglio ai padroni. Adesso, quando lo portate fuori, e lui si ferma a far la cacca, datemi retta: mettetegli una pietra sopra per tenerlo fermo. È chiaro? Come si fa con le tovaglie nei pic nic.

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