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Giriamo, giriamo, voltiamo le pagine cerchiamo cerchiamo la nostra immagine

di Sergio Sacchi su Smemoranda 2002 - Giriamo pagina

Pag. 1 - Perché non rendi poi quel che prometti allor? perché di tanto inganni?

Dammi indietro la mia seicento e i miei vent'anni!

Pag. 2 - Dolce e chiara è la notte e senza vento:

dammi indietro i miei vent'anni e la mia seicento...

Pag. 3 - Odo augelli far festa e la gallina tornata in su la via:

dammi indietro i miei vent'anni e la seicento mia.

Pag. 4 - Di voi per certo risoverammi:

la mia seicento e i miei vent'anni indietro dammi.

Pag. 5 - Tale è lo stato mortale, ma tu mortal non sei:

dammi indietro la mia seicento e i vent'anni miei.

Pag. 6 - Se di vecchiezza la detestata soglia evitar non impetro,

la mia seicento e i miei vent'anni dammi indietro.

Pag. 1 - I' mi trovai fanciulle un bel mattino

il suo nome era Cerruti Gino

Pag. 2 - nati non foste a viver come bruti

il suo nome era Gino Cerruti

Pag. 3 - e tu fa cenno, Dio t'insegni come

Cerruti Gino era il suo nome

Pag. 4 - e benedetto il frutto del ventre tuo

Cerruti Gino era il nome suo

Pag. 5 - non resta che un dolce singulto nell'umida sera

Cerruti Gino il suo nome era

Pag. 6 - (Rempaira sempre amor al cor gentil 

era Cerruti Gino suo nome il...)

Pag. 1 - Guai a quilli che morranno ne le peccata mortali

con le pinne il fucile e gli occhiali

Pag. 2 - era mia vita: ed è né cangia stile

con le pinne gli occhiali e il fucile

Pag. 3 - odi spesso un tonar di ferree canne

col fucile, gli occhiali e le pinne.

Pag. 1 - Meriggiare pallido e assorto

nelle auto prese a rate Dio è morto

Pag. 2 - lasciate ogni speranza o voi ch'entrate

Dio è morto nelle auto prese a rate

Pag. 3 - anche le nostre cetre erano appese

Dio è morto nelle auto a rate prese

Pag. 4 - sotto il peso de' barbari piè

nelle auto prese a rate Dio morto è.

Pag. 5 - Tra questa immensità s'annega il pensier mio:

nelle auto prese a rate è morto Dio.

Pag. 1 - Questa è di Marinella la storia vera:

altro mai non ispera.

Pag. 2 - Questa di Marinella la storia vera è:

non c'è cor che non batta per te..

Pag. 3 - Di Marinella la storia vera è questa:

dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa

Pag. 4 - Questa di Marinella è la vera storia:

s'è cinta la testa. Dov'è la vittoria?

Pag. 5 - Questa è la tua canzone, Marinella:

combattuta e vinta, perivi, o tenerella.

Pag. 1 - A vostra signoria che mi sta in cagnesco

fiori rosa, fiori di pesco

Pag. 2 - Cielo e Terra dicono qualcosa:

fiori di pesco, fiori rosa.

Pag. 3 - Che pensieri soavi, che speranze, che cori:

fiori rosa, di pesco fiori!

Pag. 1 - Voglio una vita spericolata

o greggia mia che posi, oh te beata

Pag. 2 - Voglio una spericolata vita

ché la diritta via era smarrita.

Pag. 3 - Una vita spericolata voglio.

(e come può uno scoglio?)

Pag. 1 - Per me si va ne la città dolente

E da capire non c'è niente

Pag. 2 - Ogni speme deserta non è

E da capire niente c'è

Pag. 3 - Credendo ch'altro ne volesse dire

E non c'è niente da capire

Pag. 1 - O natura cortese,

se potessi avere mille lire al mese!

Pag. 2 - Un van desìo del passato, ancor tristo, e il dire:

se potessi avere al mese mille lire!

Pag. 3 - Se potessi avere al mese lire mille

infra l'onde tranquille...

Pag. 4 - Se mille lire al mese avere potessi

all'ombra dei cipressi....

Pag. 5 - Ché gran disìo mi stringe di savere:

se mille lire al mese potessi avere?

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