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Splish. Splish.

di Teo Teocoli su Smemoranda 2002 - Giriamo pagina

Vedo il mio amico Silvano che non ci vedevamo da trent'anni e mi fa: “Ué Teo, c'hai voglia di venire a un concerto con me stasera?” “Mah... veramente avrei degli impegni, la televisione...” “Ma va' a cagare te e la televisione! Volta pagina, vieni al concerto!” “Va bene, ma il concerto di chi?” “Stasera c'è Splish and theSplishandsplishesplash” “E' bravo?” “Bravo? Pensa ai Pink Floyd!” “Come loro?” “No, non centra un cazzo, ma te pensa ai Pink Floyd” “E dov'è che suonano?” “Chi?” “Splish andtheSplishandsplishesplash” “Al Palavobis”. Io credevo che il Palavobis fosse una roba di preti. Infatti quando siamo arrivati un chierichetto mi ha detto: “Palavobis Teo vobiscum”. Siamo entrati che erano le quattro del pomeriggio. C'era un palco bellissimo, enorme e sotto il palco c'erano già attaccate, appiccicate, si schiacciavano, venti persone. Intorno quarantamila posti a sedere vuoti e questi venti si schiacciavano e litigavano: “Cazzo! Vaffanculo!” Ci siamo messi lì anche noi, un po' distanti, seduti sul prato. Alle quattro e mezzo c'erano quindicimila persone... quindicimila persone! Era ancora giorno, un caldo pazzesco, provavano già gli accendini accessi: “Alè-o-o! Alè-o-o!” Alle sette, all'imbrunire, erano in trentacinquemila. Era quasi buio, il tramonto, sempre con questi accendini: “Alè-o-o! Alè-o-o! Alè... Ahia, porco zio!” Si scottavano perché diventavano delle cose incandescenti. E alle nove e trentacinque finalmente è uscito uno alto un metro e novanta, capelli biondi, lisci, fino alla schiena, tutto vestito di pelle nera, borchie, frange, borchie, frange, guanti neri con le mezze dita, pantaloni di cuoio attillatissimi, stivali con la punta d'argento e lo sperone d'oro, sulle spalle una Fender che sembrava un lanciamissili. Il pubblico, un boato. Lui: “Well, well...” Il pubblico: “Alè-o-o! Alè-o-o!” Lui si china, infila una spina e esce. Era un elettricista. Alle dieci nel delirio piùtotale è uscito Splish. Splish. Joe Cocker in confronto è Brad Pitt. Una merda che camminava, ubriaco. Tutto un pantalone scucito qua dietro, in mezzo, tenuto insieme con una spilla da balia. Ai piedi gli zoccoli del dottor Schultz, uno dei quali era schiodato da una parte, quindi trascinava lo zoccolo col piede duro, per non perderlo. E' entrato e tutti: “Alè-o-o! Alè-o-o!” Aveva una maglia che sembrava fosse venuto dalle Baleari, tutta impadellata. Aveva una macchia sul petto grossa così con dentro il pomodoro che si era seccato. Poi si è rivolto al pubblico e ha detto testuale: “Well, sa very well, first time in Italy godbay sorai“ I primi lì davanti si sono guardati: “Cazzo ha detto?” “Non lo so, però dopo...” E quello continuava: “And the piano...“ “ Alè-o-o! Alè-o-o!” “And the drums...” “ Alè-o-o! Alè-o-o!” “And the sax...“ “ Alè-o-o! Alè-o-o!” “And the bass...“ “ Alè-o-o! Alè-o-o!” “And I want to say tonight: Ciao Malano!“ Alla fine uno non ha resistito e gli ha gridato: “Ma cerca de andà a ciapàl in del cu!” Splish l'ha guardato e gli ha detto: “Thank you!“ “Ma va' a cagà, pirla!” “I love you!“ Poi ha detto: “I want to say in italian: Como stas, bueno?“ Cosa siamo salvadoregni? E lì il cambiamento di coro: “Va-ffa-ncu-lo! Va-ffa-ncu-lo!” L'hanno portato via con la Croce Verde, l'avevano sommerso sotto una gragnuola di pugni e di cuoricini, sapete quei cuoricini, quelli molli che si spengono dopo un minuto? Sì, ma se li dai sulla testa fanno male, fanno tin, tin, tin...

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