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L'odio è un liquore prezioso

di Gino&Michele su Smemoranda 2003 - Odi et amo

Stavi dormendo?
No, io di solito alle tre di notte faccio colazione così la mattina posso dormire dieci minuti in più. Va’ che sono strano!
Scusami dai. È che non riuscivo a dormire, avevo come un peso qua. Sai di cosa parlo?
Le cozze?
Marco, sei romantico come uno dei Gialappa’s. 
Anna, io sembrerò uno dei Gialappa’s, ma tu sembri uscita da Vivere. Ma si chiama la gente alle tre del mattino? Ma tu non sei la gente, tu sei il mio ragazzo e mi scappava di dirti che ti amo. Ho fatto male?
No. 
Si fanno queste cose tra innamorati…
Sì.
Facciamo come nel film del Liga. Da zero a dieci tu quanto mi ami?
Sì.
Sì cosa?
Allora no.
Marco mi stai a sentire quando parlo? 
Ma quanto ti odio quando fai così!
Allora mi ami o mi odi?
Tutt’e due. Lo so che non è possibile… Chi l’ha detto? Guarda che invece ci sta, eccome se ci sta. È l’odi et amo… Cos’è?
Ah già che hai fatto l’Itc. Insomma era Catullo che diceva, vado a memoria, “Odio e amo, non so come sia possibile, ma è così e non mi do pace”. Bravo Catullo!
Bravo così, così. Bravo se avesse detto il contrario, cioè amo et odi, sull’odi et amo non sono tanto d’accordo. Ormai sono sveglio e cerco di farmi capire. È comprensibile che uno che ama abbia ogni tanto degli sbocchi d’odio. È invece incomprensibile il viceversa. Io amo l’Inter e ogni tanto la odio. Io odio la Juve e non mi è mai successo di amarla neanche per un nano secondo. Ti seguo abbastanza… Però questo significa che l’odio è sentimento più profondo e assoluto dell’amore. È terribile. 
Perché? Perché tu associ l’odio alla violenza, ma l’equazione non è mica scontata. Chi si fa saltare in aria sicuramente odia, ma chi odia non necessariamente si fa saltare in aria. Ma odiare, se ci pensi, non serve a niente, non porta a niente. L’odio non ha sbocchi se non diventa violenza. Non è vero. Torniamo alla Juve: io non ho mai menato uno juventino, anzi quasi tutti i miei amici lo sono, eppure quando la Juve perde riesce a darmi un’emozione che non dico si avvicini all’amore, però fuochino… 
Robe di calcio… Però non puoi spacciarmi l’odio come un valore positivo… 
Non lo so, non ci ho mai pensato bene… Non sono un teorico dell’odio… Però mi sembra che l’umanità abbia fatto più progressi attraverso l’odio che attraverso l’amore. È l’odio per la fatica che ha spinto l’uomo a inventare la ruota, è l’odio per il tiranno che fa scoppiare la rivoluzione, è l’odio nei confronti della solitudine che ci spinge a amarci e a fare dei figli… Ad amare sono buoni tutti, ad odiare ci vuole talento. Questa è una banalità, io avrò fatto l’Itc ma una banalità la riconosco anche al telefono. Invece è vero il contrario. Amare è più difficile perché devi conoscere, l’amore è conoscenza profonda, insomma ti devi impegnare. Odiare, odiare puoi anche odiare uno che non conosci, a distanza. Hai più scelta, basta che ti metti una sera davanti al televisore e in un paio d’ore avrai messo insieme almeno una dozzina di persone da odiare sinceramente. Con l’amore non funziona così… 
Be’, ho in mente giusto una dozzina di signorine della tv per le quali… magari amore è una parola grossa, però due botte… 
Che tristezza… 
Anche quattro… Comunque mi hai convinto, non ci avevo mai pensato ma è vero che io odio più persone di quante ne ami, e credo che valga per tutti. Rimane il fatto che odiare dà più soddisfazione, o meglio hai più occasioni di soddisfazione… Questa è bellissima!
Questa cosa?
Niente mentre parlavo ho preso il libro delle citazioni e sotto “odio” ho trovato questa meraviglia di Baudelaire: “L’odio è un liquore prezioso, un veleno più caro di quello dei Borgia; perché è fatto con il nostro sangue, la nostra salute, il nostro sonno e due terzi del nostro amore. Bisogna esserne avari.” Che bello, io stesso non avrei saputo dire meglio!
Io invece ho aperto le Formiche, “odio” mi rimanda a un certo Maurizio Sangalli che dice: “Amore e odio coincidono: io infatti l’amante di mia moglie lo odio!” Profonda uguale! Anna, posso chiederti una cosa?
Dimmi Marco.
Prima ero mezzo addormentato o mi hai detto: “Sei romantico come uno dei Gialappa’s”?. Ma perché hai conosciuto i Gialappa’s?
Non ho detto i Gialappa’s, ho detto uno dei Gialappa’s.
Hai conosciuto uno dei Gialappa’s?
Perché è vietato? Hai mai visto un cartello “Vietato conoscere uno dei Gialappa’s!”?
Ma che discorso è? E poi, scusa, l’hai conosciuto, questo qui dei Gialappa’s, in che senso?
Ma tu i Gialappa’s non li amavi da morire?
Lascia perdere, e comunque dicevo per dire. Come si fa a amare tre che cicipeciciop? Andiamo, cerca di farmi il piacere, per piacere. Sei tu che mi devi spiegare cosa significa “romantico come uno dei Gialappa’s“.
Marco ti amo!
Anna odio quelli che amano!
Io amo quelli che odiano. Marco ti riamo!
Anna io… Anna ti amo anch’io… 
Buona notte Marco.
Anna?
Sì?
Comunque io non ho mai detto che i Gialappa’s mi piacevano. Mai detto. Sono sicuro. Una volta avrò anche riso, sì ma una volta sola… Così, per dire… Insomma ci tenevo a chiarire perché un domani… ‘Notte.

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