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Belgiorno

di Gianna Nannini su Smemoranda 2011 - Beautiful day

Piove come Dio non la manda da giorni, e da giorni me ne sto rinchiusa in casa col panico da Laurea. Un peso addosso come un pancione gravido.

Siena, la mia città da dove sono andata via a 18 anni, era già alle mie spalle, un giorno bellissimo quello della fuga quasi come oggi, che sono dovuta tornare qui alla Facoltà di Lettere e Filosofia per dare quell’esame mai dato di Storia e la tesi di Laurea.

Sì, perchè il giorno che sono partita coincideva con l’iscrizione all’Università e al piano di studi consegnato in segreteria. Da quel giorno erano passati alcuni anni e 14 fuori corso.

Nel frattempo infatti mi ero data tutta alla musica, scrivevo canzoni e facevo dischi.

Ecco, la cosa peggiore di un esame è l’essere poco allenati mentalmente a studiare. Se smetti e perdi “l’indottrinamento” magari apprendi altre cose e fai vere esperienze, ma sicuramente questi 14 anni fuori corso mi avevano disinnescato il meccanismo e il metodo di studio.

Notte quasi in bianco e poi i professori schierati dentro una stanza, una porta che si deve aprire e che dice “Tocca a te”. Ecco quella Porta mi tiene in soggezione, la guardo, la osservo, è sempre più bianca come la mia notte.

Il battito eccessivo mi fa camminare qua e là, il non pensare mi sembra la cosa più semplice da ordinarmi, così come avevo imparato dal canto, davanti a un microfono in sala di registrazione,“quando canti non pensare a niente!”.

Vado in un'aula adiacente, aspetto il turno e mando giù un paio di bicchieri di rosso, sono le dieci di mattina. Mi rilasso e sento il cigolio fumoso della porta bianca, mi guarda e mi invita a entrare. Mi tocca…

E mi tocca una luce fierissima, un bacio sulla ghiandola pineale, una bolla d’aria rotola in un solo respiro di fatica dissolta, mi sento avvolta e stravolta, ma in pace. Mi siedo e comincio a parlare, mi alzo e faccio vedere la parte più sperimentale. Affondo nel profondo in ogni argomento, mi lascio a un mare di beato silenzio.

Finisco con la lode e col sogno mi sembra finita, quel peso, la scuola, il dovere e anche il mondo: Belgiorno!

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