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Il giorno più bello della mia vita

di Raul Montanari su Smemoranda 2011 - Beautiful day

C’è sempre una logica nelle cose, dice mio padre. Infatti lo strattone arriva proprio mentre sto pensando che forse la carpa enorme, di cui mi hanno parlato lui e lo zio, non vive qui in quest’angolo di fiume, nella vecchia prismata che hanno formato trent’anni fa scaricando grossi cubi di cemento, perché su quest’ansa bastavano due dita di pioggia e il Po usciva, il fango copriva i campi e tutto andava in malora. Per questo, dice sempre mio padre, trent’anni fa sono venuti con i camion e hanno fatto questa barricata di cemento contro l’acqua. Comunque io, a lui e allo zio, l’ho giurato: “Se è vero che lì c’è una carpa di venti chili la prenderò, e sarà il giorno più bello della mia vita!”, e loro: “Oooh, ma va là! Cosa vuoi prendere con quella cannetta?”. “Sarà il giorno più bello della mia vita!” ho ripetuto, e la mamma: “Dai. Ne hai tanta di vita davanti...”. Insomma, sto pensando queste cose e sono distratto quando la carpa abbocca. È lei di sicuro! La canna vola, strappata via dal ramo su cui l’ho appoggiata, trascinata da una forza tremenda, e finisce in acqua. Io comincio a imprecare, le corro dietro e mi tuffo, l’afferro, riesco a sentire l’ultimo terribile strattone del pesce e rimango a mollo nel fiume come un cretino, con il filo spaccato.
Il giorno più bello della mia vita...
Mi viene da piangere perché quel pesce gigantesco non abboccherà mai più. Mai più. Se n’è andato per sempre, e basta. Che scalogna! Chissà mio padre, adesso.
Poi sento ridere alle mie spalle. Una risata argentina, di gusto.
Mi volto ed è lei. Alta sull’argine, il sole alle spalle. Bionda, magra come la vedo da anni nel cortile della cascina vicina, ma non ho mai avuto il coraggio di parlarle.
“Ah ah ah ah!” ride. Poi smette. Ci guardiamo. Esita un momento, le sale ancora uno sbuffo di riso. Dio, ma quanto è bella?
Mi tende la mano. “Vieni su?”
Io prendo un respiro, mentre l’acqua mi gocciola giù dai capelli.
“Allora? Sì o no?”
Mi accorgo che sto sorridendo. “Be’, sì” dico.

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