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Meglio una lettera o un sms?

di Giuseppe Culicchia su Smemoranda 2010 - Che storia!

E insomma mio padre mi fa: “No guarda, tu il cellulare te lo scordi”. E io: “Ma sono l’unico in classe a non avercelo!” E lui: “Be’? Che problema c’è? Anzi, così ti distingui dalla massa”. E io: “Già, vaglielo dire ad Alice”. E lui: “Chi è Alice?” E io: “Una di quinta che mi piace”. E lui: “E che c’entra il cellulare?” E io: “Ma te lo devo spiegare? Hai mai sentito parlare di sms? Penso di sì, visto che tu e la mamma anziché parlarvi vi messaggiate”. E lui: “Fatti nostri. Tu a quell’Alice scrivile una lettera, piuttosto, che è molto meglio di un sms”. E io: “Una lettera? Come all’età della pietra?” E lui: “Io e la mamma quando ci siamo conosciuti ci scrivevamo con carta e penna, e non era l’età della pietra”.

E io: “Già. E quella volta della ricotta?” E lui: “Che ne sai tu?” E io: “Me l’ha raccontato la mamma”. E lui: “Che cosa?” E io: “Della ricotta”. E lui: “Quale ricotta?” E io: “Massì, che da ragazzi una mattina d’estate avete preso le biciclette e siete andati in campagna e avete pedalato un bel po’ e a un certo punto siete arrivati a una cascina dove avete incontrato un pastore che stava facendo la ricotta”. E lui: “E allora?” E io: “E allora gli avete chiesto se potevate assaggiarla e lui come no, ne faccio sempre troppa, assaggiatela pure, anzi mangiatene quanto volete, e la ricotta era talmente buona e calda che l’avete preso in parola che ve la siete scassata quasi tutta e poi avete ripreso le biciclette per tornare a casa, solo che vi eravate allontanati parecchio”. E lui: “Embé?” E io: “E poi pedala pedala sotto il sole, tutta quella ricotta nello stomaco ha cominciato a darvi qualche problema, della serie che vi è venuto un mal di pancia pazzesco, e la mamma ti ha detto: Mario sto male, adesso come facciamo? Chi ci arriva a casa? E tu le hai risposto: Paola tieni duro, resisti, vedrai che ce la facciamo. Ma poi il mal di pancia è diventato insopportabile, e sudavate sulle vostre biciclette, e vi siete guardati negli occhi, e avete capito che non sareste mai riusciti a tornare a casa, e allora siete scesi dalle biciclette e siete corsi a liberarvi in un campo di mais, e lì avete capito che il problema era che non avevate mica la carta igienica, e a te è venuto in mente che in tasca avevi la prima lettera che ti aveva scritto la mamma”. E lui: “E che c’entra ’sta storia col fatto che vuoi un cellulare?” E io: “Be’, con la fine che fanno le lettere, mi sa che sono meglio gli sms”.

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