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La rima può darsi, la seconda non credo

di Dario Vergassola su Smemoranda 2001 - La seconda volta

Ogni volta che si prende una fregatura,ogni volta che ci sentiamo traditi o presi per il culo lanciamo al mondo e a noi stessi un anatema, una sorta di maledizione che ci dà l'illusione di poter ricominciare da capo e cambiare le cose. La famosa frase: “Se rinasco col cazzo che...” oppure la più semplice: “Tornassiindietro...” ci dà la sensazione di quanto sia utile avere una seconda possibilità, cioè raccogliere esperienze da una “prim avolta” per poter essere in grado di non sbagliare la seconda. Siccome prima di rinascere una seconda volta, almeno una bisogna morire, credo sia meglio prendere esempio da ciò che ci succede, o è già successo ad altri.
Da buon figlio unico non ho mai avuto una comparazione fisica con altri maschi, neanche con mio padre che, povero ma con una sua educazione, non si era mai fatto vedere nudo per casa, lasciandomi quindi la sensazione di girare per casa o al bar con la coscienza tranquilla di quello che c'ha il pisello “normale”. 
Il trauma, cioè la comparazione, che mi ha fatto prendere atto della tremenda verità, l'ho avuto quando mi sono iscritto alla squadra di calcio giovanile del mio quartiere, praticamente fatta da tutti quelliche conoscevo, amici e non, dalla scuola ai vicini di casa.
Finito l'allenamento, con scarsi risultati, tutti sotto la doccia. Ecco scattare la famosa sindrome da spogliatoio. Panico. Forse sarà colpa della stanchezza, dell'ansia, o della mancanza di ossigeno al cervello, sta di fatto che tutto quello che negli altri è normale, sembra diventare enorme, mentre tutto quello che ti appartiene viene miniaturizzato. E' inutilecercare di bleffare insaponandosi con lo shampoo più schiumoso del mondo oppure scappare senza cambiarsi dicendo sempre: “Tanto mi lavo a casa”, ormai è fatta.
La prima volta mi sono fregato, ma la seconda non mi beccano più. Adesso mi sono iscritto a un corso di scacchi e ci vado in tuta.
L'unica cosa che non mi torna è la mia ex fidanzata che, dopo che abbiamo fatto per la prima volta l'amore, mi ha detto: “E' stato talmente bello che non voglio rifarlo una seconda volta per non rovinarmi il ricordo. Ciao.”

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