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Che bella giornata sarebbe se...

di Enrico Bertolino su Smemoranda 2011 - Beautiful day

Il giorno perfetto non esiste, lo sappiamo tutti quanti dall’epoca di quel pirla di Adamo. Sappiamo anche che, secondo le ultime ricerche di psicologi, scienziati ed etologi nemmeno la felicità assoluta e permanente esiste, anche se, personalmente, penso di averla provata quando l’Inter ha rivinto lo Scudetto.

A una cosa, comunque, nessuno di noi rinuncia: alla speranza che, anche se è l’ultima a morire e spesso tarda ad arrivare, quando c’è ti cambia la giornata.

Perché di quello stiamo parlando, di cogliere l’attimo fuggente... come cercare di limonare anche quando, forse, lei/lui non ne vogliono sapere. Il bello è crederci, la libidine vera è la fase di preparazione, quando la/lo vedi arrivare, con gli amici o le amiche intorno e, anche se non è così Gnocca o Fico, chisssenefrega a te piace e la giornata può diventare memorabile, da segnare sulla Smemo con la ceralacca, o più semplicemente con una bella orecchia al foglio e una camionata di cuoricini.

Che bella giornata sarebbe se lui/lei si accorgessero di te, cambiassero espressione, si fermassero un attimo e capissero che…

Che bella giornata sarebbe se notasse la tua timidezza, quel rossore che evidenzia solo i brufoli e i tuoi occhi così bassi da perforare l’asfalto come la vista di Superman... Se li notasse e buttasse lo zaino per terra, cominciasse a correrti incontro, allargando le braccia come per stringere il mondo... Che bella giornata sarebbe se anche tu le allargassi, con il cuore che ti batte nelle orecchie come i bassi degli U2 sentiti in una Cinquecento con 6 casse e senza il woofer… Invece, riapri gli occhi e resti lì con le braccia aperte come il Cristo di Rio de Janeiro, lo/la vedi sfrecciarti a fianco verso quello/a st…rega o str... atega di quinta che si vanta di aver fatto un provino per il Grande Fratello, ma di non essere stato scelto/a per colpa dei soliti raccomandati… insomma uno/a stronzo/a.

Si sa, la speranza non muore mai, e la giornata cambierebbe se, entrando in classe, scoprissi che dovevano interrogarti in geografia (superficie dell’Algeria, abitanti e nome del ribelle chiamato il Garibaldi d’Algeria), ma è entrato in vigore il decreto Gemini, la geografia è stata abolita e sostituita da un’ora di dialetto.

Infine, la giornata potrebbe essere definitivamente salvata da un colpo di genio se, mentre il prof d’italiano tenta di beccarti per una verifica a sorpresa tu, urlando, chiedessi: a) il trasferimento dell’interrogazione da un’aula all’altra; b) il legittimo impedimento a rispondere per via di una recente delusione; c) di essere disponibile solo a una Verifica Breve.

La bellissima giornata sarebbe poi completata da: a) sicurezza dell’Immunità scolastica; b) promozione per acclamazione; c) pentimento di lei/lui (gli str…onzi) per averti ignorato/a quel giorno.

Tu, nel frattempo, avrai fondato un movimento e avrai una marea di amici e amiche che al confronto Facebook è un cortile.

Insomma, sarai solo/a ma adorato/a da tutti e, come immensa soddisfazione finale, ti alzerai in piedi e dirai alla folla riunita per osannarti: “Il Garibaldi algerino si chiamava Abd el Khader”.

Perché?

Perché non si sa mai, la Gelmini passa ma la geografia resta.

What a Beautiful day, isn't it?

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