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La sciarpa di Alberto

di Marina Terragni su Smemoranda 2011 - Beautiful day

Milano-Navigli, 27 novembre 1980 (giorno bruttissimo). Locale fumoso in Ticinese –Torricelli? Grand Hotel?. La montagna dei nostri cappotti sciarpe cappelli su una sedia. C’è anche Alberto. Alberto ha gli occhi azzurri e una stupenda sciarpa turchese e gialla con alci blu. Si riconosce per quello.

Paris-NotreDame, 31 dicembre 1980 (giorno bellissimo). Vento da paura. Freddo becco. Non sappiamo dove sbatterci. A Capodanno cenare costa una cifra. Visto così, lo so, non sembra per niente un giorno bellissimo.

Milano-Navigli, 27 novembre 1980. Dai che sono le due. Andiamo. Passami il giaccone. Frughiamo nella montagna di cappotti sciarpe cappelli.

Paris-NotreDame, 31 dicembre 1980. Tra l’altro mi viene da vomitare. Sarà stata la crêpe. Voglio una camomilla. Come si dice in francese? Non so neanche se qui esiste. Voglio tornare a Milano. Ho freddo. Gli altri mi guardano e fanno: mmphh... Alberto mi guarda con i suoi occhi buoni.

Milano-Navigli, 27 novembre 1980. Oh, ma qui la mia sciarpa non c’è, dice Alberto. Guarda bene. Sotto il tavolo. Non è che l’hai lasciata in macchina? Zero. Te l’avevo detto che prima o poi te la ciulavano. Alberto non è più Alberto senza la sciarpa di Alberto. Noi non saremo più noi, con Alberto senza la sciarpa di Alberto. Anche Milano non sarà più la stessa. Alberto ci guarda con i suoi occhi buoni.

Paris-NotreDame, 31 dicembre 1980. Oh, guardate là. Quei tipi. Sembrano italiani. Ma lei non è l’amica di coso? Coso, quello del Casoretto… Ma sì, guarda, c’è anche lui. “Oh, coso! Coso! Sentite!”. Magari ci hanno un posto dove andare.

Milano-Navigli, 28 novembre 1980. Day after. Alberto si presenta con una sciarpa orrenda. Una cosa che non si può guardare. Neanche pura lana. Tristezza.

Paris-NotreDame, 31 dicembre 1980 (dove diviene chiaro perché è un giorno bellissimo. Ma non per tutti). “Oh, ciao”. “Ah, ciao”. “Anche voi qui a Parigi”. “Anche noi qui a Parigi”. “Che straaan”. “E stasera cosa...”. “Ma Alberto!” grido io. “Coso ci ha su la tua sciarpa!”. Alberto lo guarda, con i suoi occhi buoni. “La sciarp…?” fa Coso. “Ma com… ma che cazz…”. Circondato. “Ridagliel…”. “Laadr…”. Coso si sfila la sciarpa. Muto. “Eeehhh!” gridiamo. “Yuuu!”. Di corsa per la piazza con la sciarpa che svolazza. E Coso che ci guarda. Sfigato dell’anno.

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