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Dopo la prima

di Lella Costa su Smemoranda 2001 - La seconda volta

Non c'è niente da fare.
Nonostante siano passati più di vent'anni, tutte le volte è la stessa storia. Per quanto mi applichi, per quanto ce la metta tutta,per quanto mi sforzi di sfatare la maledizione, non c'è niente da fare: la seconda è un disastro. Oddio, magari proprio un disastro no, anche perché con il passare del tempo un po' di esperienza la acquisisci, e in genere riesci a cavartela lo stesso, apparentemente.
Ma è tutto così fasullo! Tutto più sfilacciato, svogliato,anzi, se mi è consentito il termine: moscio. Molto più moscio.
Nonostante gesti e parole provati e riprovati, nonostante le luci giuste e le musiche azzeccate; nonostante gli sforzi di rifare esattamente tutto come la sera precedente, niente, non ce n'é. Sarà il calo della tensione. Sarà che effettivamente tendi a dare il meglio di te la prima volta, anche perché non è sempre scontato che ce ne sarà un'altra, no? Fatto sta che la seconda è sempre una delusione, oltre che una sfacchinata micidiale. Sarà anche cinico,ma diciamolo fuori dai denti, anche perché l'ipocrisia non ha mai fatto bene a nessuno, specialmente in faccende come questa: se non c'èpassione, se cerchi di ripetere a memoria parole e gesti, se non riesci a immedesimarti, se non vedi l'ora che sia finita, succede che ti sfinisci e basta.
E pensare che solo ieri sera eri arrivata alla fine praticamente senza accorgertene!Il tempo era volato, l'eccitazione era salita in un crescendo clamoroso,fino all'apoteosi finale.
Avevi finito tutta sudata, certo, e anche col tuo bravo fiatone, magari:ma di stanchezza neanche l'ombra, anzi. Avresti potuto farne un'altra di fila , tanto ti era piaciuto. Anche se son cose che non si possono decidere da soli, ovviamente.
E poi c'è quella menata della reviviscenza. Io mica lo sapevo che si chiamava così, l'ho scoperto su un manuale, peraltro uno dei più seri del settore. Però ho sempre saputo, istintivamente, di che cosa si tratta.
Tu sei lì no, e stai cercando di concentrarti, di far finta che non sia la seconda, ma ancora la prima, o magari già la terza o la quarantesima(arrivarci...); e ti vien voglia di rifare una cosa che la volta precedente aveva funzionato tantissimo, anche se magari l'avevi - come dire - improvvisata là per là. Non è che te la sei dimenticata, anzi, ti sembra di ricordartela perfettamente, però ti sfugge qualcosa, un particolare che non riesci a mettere a fuoco.
Un po' come quando provi a raccontare una barzelletta e ti dimentichi un dettaglio, una stronzata magari, e però pensi
vabbé, dai, la racconto lo stesso, è troppo carina. E non ride nessuno.
E morale, tornando in argomento, a te sembra di aver fatto tutto identicoalla prima volta e invece niente, manca qualcosa, non scatta nessuna reazione,nessun feeling, niente? Roba da spararti un frullato di Prozac e latte condensato direttamente in vena, se la situazione lo consentisse. Invece ormai sei in ballo, bisogna rispettare un minimo di convenzioni, e allora resti lì,vai avanti alla bell'e meglio, ti arrabatti, magari per reazione tendi a strafare, ma si capisce benissimo che è tutto meccanico, che non c'è vero coinvolgimento.
Che poi la cosa veramente pazzesca è che tutto questo succede solo alla seconda! Se sopravvivi a quella, poi tutto migliora. Certo, magari non riesci a ricreare la stessa eccitazione della prima volta, ma bisogna tener conto che quella sera lì c'è tutto il suo bel contorno:i fiori, le scaramanzie, il tempo che vola, il cuore in gola...Tutti riti che fan salire l'adrenalina, altroché. Invece, se riesci a superare la stramaledetta seconda, intanto dimostri che ci tieni sul serio, e che hai intenzione di impegnarti veramente, e non ce n'è: son cose che si capiscono al volo. E poi la reviviscenza comincia a diminuire, il ricordo diventa consuetudine, e puoi cominciare a concentrarti sulla tecnica, che sarà meno romantica, ma alla lunga le soddisfazioni vere arrivano da lì.
L'unica vera incognita è quanto durerà, ma questo vale per tante altre cose della vita.
Insomma, piume delle mie piume, seguite il mio consiglio che in questo campo son proprio preparata: alle seconde, cercate di non esserci proprio. Se non riuscite a trovare i biglietti per la prima, puntate sulle repliche successive: lo spettacolo è più rodato e gli attori hanno superato il momento più difficile. O meglio ancora, andateci, ma consapevoli e solidali: insieme a tutti i miei colleghi, ve ne sarò eternamente grata.
Sipario.

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