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Un altro autunno

di Luca Carboni su Smemoranda 2001 - La seconda volta

Dopo il caldo afoso, si cominciava a stare meglio l'aria era più fresca, meno appiccicosa, ma con mia grande sorpresa la sera arrivava prima, le giornate si accorciavano.
Poi successe qualcosa di molto strano, le foglie degli alberi cominciarono a ingiallire, giorno dopo giorno si seccavano e cadevano a terra. Gli alberi sembravano vittime di una misteriosa malattia, e io impotente li osservavo morire.
Le nuvole non passavano più veloci, ma stavano ferme nel cielo nascondendo la luce. Il freddo aumentava e tutto era grigio.
Anche dentro di me era scesa una grande malinconia, un'inquietudine profonda.
Un giorno mi accorsi che gli alberi erano definitivamente morti. Anch'io non mi sentivo bene e pensavo che non andava, quella misteriosa malattia stava uccidendo tutto e aveva colpito anche me. Era la fine. Era così freddo che l'acqua gelava, diventava bianca e ogni tanto copriva tutto.Quelli erano gli unici momenti in cui mi sembrava di stare meglio e di respirare un'aria nuova e per un attimo mi dimenticavo della mia tristezza.
Poi un giorno accadde il miracolo, gli alberi cominciarono leggermente a muoversi, a cambiare colore, avevano nuovi germogli, tornavano a vivere.
E così il secondo autunno guardai tutto in un altro modo, certo sentivo ritornare la malinconia, ma sapevo che gli alberi non erano morti, stavano solo dormendo. E così anche la mia gioia di vivere.

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