I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Addio Rosmy

di Marco Della Noce su Smemoranda 2001 - La seconda volta

Molte sono le prime volte nella vita di una persona, ma solo poche possono far germogliare il desiderio di riprovare un'esperienza, un'emozione.
Sono molte le prime volte che ho scelto di rivivere. Ce n'è una in particolare, così inattesa e inusuale, che non posso fare a meno di raccontare. Una sera, dopo uno spettacolo, si presentano nel mio camerino due poliziotti in borghese: “Signor Della Noce siamo della squadra mobile...”. Deglutisco con un certo savoir faire il groppone di ritorno(prima dello spettacolo avevo mangiato un gustosissimo stufato di asinello con contorno di ciccioli) e mi esibisco in un sorriso. Vagamente preoccupato,lancio un'occhiata al vasetto di rosmarino, “Rosmy”, che da anni mi segue in ogni performance, e mi affretto a spiegare: “Vede, agente,si tratta di una pianta di rosmarino... Quello che si usa per cucinare!Ha presente? E' un grande amicone della salvia, stanno sempre insieme!...E le sigarettine che tengo in bocca sono fatte col tabacco! Vuole fare un tiro?”. I due mi guardano con aria interrogativa poi, scoppiando a ridere, dicono: “Che storia!!! Possiamo avere un autografo?!”.Per farla breve scopro che uno è pilota di rally; incuriosito e affascinato,ricevo un'insolita proposta: partecipare al 22° rally internazionale di Monza in qualità di navigatore. Il navigatore, o secondo conduttore,siede al fianco del pilota e ha il compito di dare le “note”,cioè le indicazioni riguardanti il percorso della gara (tipo di curva, ostacoli e altre simpatiche amenità).
Accettata la sfida, comincio a informarmi sull'argomento, a guardare filmati,a raccogliere testimonianze di “veri” navigatori e a consultare oroscopi automobilistici. All'inizio sono rimasto affascinato, ma sentivo comunque crescere un certo disagio misto a inquietudine, una sorta di vibrazione arcana... una paura fottuta! 
Nonostante la mia impeccabile (!) preparazione, affrontare la gara non è stato facile. Non dimenticherò mai la prima volta che sono salito sulla Toyota Celica classe A8, macchina con una potente accelerazione eun'estrema velocità nei cambi di direzione. Alla partenza mi sono ritrovato lo stomaco all'altezza del pomo d'Adamo, spiaccicato sul sedile e con i maroni a mo' di papillon. Il vero e puro terrore si è manifestato alla prima curva. Il pilota non dava il minimo segno di voler rallentare;un pensiero mi attraversò l'imbottitura del casco: “Addio Rosmy! E' stato bello averti incontrato!” In quell'istante ho fatto conoscenzacon la “staccata”, manovra che avviene all'ultimo centesimo di secondo. Mi sono reso conto che nella vita tutto cambia: lo stomaco tornanella posizione normale, il corpicino si sposta violentemente in avanti,le cinture di sicurezza scavano solchi profondi nella pelle, la testa è ridotta, per via del casco, a muoversi come quella dei cagnolini che si vedevano dal vetro posteriore delle auto qualche anno fa, i maroni rimangono sempre a mo' di papillon. Il tutto si ripeteva a ogni curva (giusto quel centinaio di troppo). Era giunto il momento di leggere le note, già,ero lì per quello, io che faccio fatica a leggere in treno! Urlavo nel microfono del casco e, per sdrammatizzare, cercavo di fare il brillante:“Destra tre in sinistra due ottocento, pettine a destra, spazzola a sinistra, tre in bigodino, trecento tornante a destra, bella gnocca a sinistra, tra duecento metri Autogrill fermati”. Tutto magicamente si è ridimensionato: la gara, la tensione, i preparativi, la lotta contro il tempo... Ho dormito in macchina per tre giorni, scomodo, perché queste macchine non hanno i “ribaltabili”. Provavo il piacere della consapevolezza di voler fare proprio quello che stavo facendo. Insomma l'hic et nunc della follia pura! Da quella prima volta, piena di dubbi, è nata in me una forte passione per le gare. Nella vita è importante non porsi mai dei limiti nell'affrontare le proprie paure. 
Grazie alle “prime volte” apriamo delle porte: sta a noi decidere se oltrepassarne la soglia o richiuderle. Mi auguro di incontrare ancora tante “prime volte” per assaporare il piacere di proseguire la mia rivoluzione umana, come in una gara di rally, attraverso gincane e accelerazioni,per scoprire le emozioni più profonde e imparare a guidarle nella giusta direzione.
Vi saluto con un pensiero che mi aiuta spesso ad affrontare gli eventi:

...Tutto comincia sempre “da ora”e “da questo momento in poi”,
la vittoria, la gloria e la felicità esistono nell'avanzare sempre.
E' molto difficile non voltarsi indietro.
Forse è impossibile.
Ma un grande uomo è colui che comunque fa sempre un passo avanti
In avanti, sempre un passo avanti.

Daisaku Ikeda

Advertisement