I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Prima volta for ever

di Margherita Giacobino su Smemoranda 2001 - La seconda volta

Che la seconda volta sia un miglioramento rispetto alla prima, un approccio più ragionato, una scelta invece di un caso, è un'ipotesi affascinante ma controversa. Secondo alcuni si tratterebbe soltanto di una commovente utopia, basata su un'idea di umanità pensante, capace di ragionare su se stessa e dunque di cambiare, che forse esiste su un qualche pianeta lontano (la scienza è sempre ottimista e speranzosa, alla ricerca di qualcos'altro da distruggere), ma di sicuro non su questa terra.
A sostegno della loro tesi, i pessimisti adducono un esempio sicuramente noto a tutti: la donna che si innamora sempre dell'uomo sbagliato, una vera e propria specialista della prima volta forever. Pensate che sia perché il destino avverso non le permette mai di incontrare l'uomo giusto, povera anima? E invece no: è che a lei l'uomo sbagliato piace da matti e lo cerca con tutte le sue forze, nel tentativo di ripetere pari pari la prima, gratificante esperienza. Lui la ignora, la abbandona, la picchia,esattamente come faceva quello prima di lui? Stupendo, lei accoglierà ogni volta queste manifestazioni d'affetto con sorpresa e gratitudine, con la freschezza e la commovente ingenuità del primo amore.
Il secondo matrimonio è meglio del primo? Il numero dei pluridivorziatinegli Stati Uniti sembra indicare di sì, ma le statistiche non si fermano lì: ci dicono che il terzo è meglio del secondo, e così via fino ad arrivare ai vertici di perfezione assoluta del settimo o ottavo, per chi può permettersi di pagare così tanti avvocatie/o alimenti.
Ma la tematica veramente sentita in Italia oggi è il numero dei figli;stato, chiesa e tv, la trinità italica, sono unanimi nel proclamare che il secondo figlio è meglio del primo, e nel prendersela con le donne che ne fanno uno solo, o nessuno (le più depravate). Il nostro paese, come sa bene chiunque faccia una coda alla posta in giorni di scadenza o rimanga imbottigliato nel traffico, è sull'orlo dello spopolamento,la densità abitativa dell'Italia è inferiore a quella del Ciad settentrionale (3 abitanti per kmq) e a chi si aggiri per le nostre città fantasma si offre la spettrale visione di distese di culle vuote, in attesa di essere occupate da neonati neri, gialli o marroncini,ma comunque non del nostro bel colore mediterraneo. Anche in questo caso,però, il due non si presenta come numero ottimale, perché se due figli sono meglio di uno, tre sono meglio di due, come già sapevano le madri autarchiche dei bei tempi andati, che avevano messo l'utero(e anche tutto il resto) al servizio della patria, con eccellenti risultati.
E che dire della prima e seconda guerra mondiale? Le opinioni sono divise:secondo alcuni, la seconda è stata vissuta con molta maggiore maturità,consapevolezza e senso ludico della prima, per esempio gli aviatori americani che hanno sganciato la bomba su Hiroshima hanno potuto gustare più a fondo questa esperienza che non i soldati morti nello sfondamento del fronte di Caporetto. D'altra parte, un'indagine condotta tra alcuni vecchi ex combattenti della prima e seconda guerra mondiale (per non parlare della guerra di Spagna e di quella d'Africa: c'è gente che ha tutte le fortune) ha dato risultati contradditori, vista l'età ormai avanzatadegli intervistati e la loro tendenza a confondere i vari episodi bellici in un unico, nostalgico e inattendibile ricordo di edificante cameratismo virile, piattole e altri parassiti.
Sulla seconda vita si hanno pochi elementi, ma confortanti: quelli che sono stati “dall'altra parte” (in genere descritta come un tunnel nero,tipo quelli delle linee ferroviarie abbandonate) e sono tornati indietro dalla morte per vivere una seconda volta, ne hanno ricavato indubbi benefici finanziari e di carriera, fondando sette, diventando predicatori, eccetera.Questo tipo di esperienza resta però, per sua natura, elitaria; non tutti possono morire e risorgere, perché, a parte il danno economico alle imprese di pompe funebri, si creerebbero terribili ingorghi nei tunnel con conseguenze imprevedibili sulla sicurezza di chi viaggia, munito di biglietto di andata e ritorno o anche di sola andata.
Ultima ma non meno importante, la seconda esperienza sessuale: che cos'ha di più e di diverso dalla prima? Nel sito Internet www.donnesenza.com,migliaia di donne danno una risposta inequivocabile: niente. Bisogna arrivare mediamente alla 3.300a volta (e non tutte le donne, nella loro vita, ci arrivano, né con lo stesso partner né con diversi) per notare qualche significativo miglioramento, che a volte avviene per caso, per disattenzione o per stanchezza.
D'altra parte, la spinosa questione non resterà insoluta a lungo.Tra non molto, quando si saranno estinti tutti gli animali tranne la mucca pazza e il pollo batteriologico, saranno scomparsi i paesaggi naturali,sostituiti da laghi di petrolio, fiumi di cianuro, foreste deforestate e deserti irradiati, e i paesi in via di sviluppo potranno finalmente entrare a pieno titolo nella comunità mondiale usando le loro armi atomiche,verrà il momento cruciale: la seconda volta della Terra. Quando tutto ricomincia da zero, dal microrganismo primordiale. Come sarà? Alcuniautori, come H.G. Wells, hanno già avanzato suggestive ipotesi, ma forse qualcuno tra noi avrà la possibilità di partecipare all'evento dal vero. Non perdetevelo.

Advertisement