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Se rinasco...

di Paolo Rossi - Riccardo Piferi su Smemoranda 2001 - La seconda volta

Mi ero svegliato con un presentimento. Avevo la sensazione che la monotona, rassicurante tranquillità che mi circondava da qualche mese sarebbe stata bruscamente interrotta. Decisi di far finta di niente.
Poco dopo, una voce femminile calda ma molto sbrigativa, mi fece trasalire: “Se mi sente vorrei dirle che lei si presenta podalico! Se vuole io procedo lo stesso, ma certe cose andrebbero fatte bene! Le ricordo che nonci sarà una seconda volta!”.
Dodici minuti dopo ero in braccio a quella lì, quella della voce sbrigativa, e piangevo disperato perché, se c'era una cosa divertente era quella che avevo appena fatto, ma mi ero reso conto che me l'avrebberolasciata fare una volta sola. Sapevo che non mi sarei mai rassegnato.
Quella frase, invece, quella: “Non ci sarà una seconda volta”, quella me l'avrebbero detta un bel po' di volte!
Mi ricordo la mia prima fidanzata: la feci aspettare per mezz'ora davanti al duomo. Quando mi vide arrivare, mi venne incontro sul sagrato e mi disse: “Mi hai fatto aspettare! Sappi che non ci sarà una seconda volta!”.
Io le dissi scusa, girai le spalle e corsi verso la bancarella del fioraio, comprai un mazzo di margherite e, quando tornai, lei era ancora lìche mi aspettava. Le dissi: “Hai visto? Mi hai appena aspettato per la seconda volta!”. Lei mi guardò. Mi girò le spalle e non la vidi più.
Così saltai il turno perché lei, per me, sarebbe proprio stata la prima volta. Invece, quando finalmente arrivò la fatidica “prima volta”, mi resi subito conto dell'importanza della “seconda”.
Perché è proprio la seconda volta che si capisce cos'è successo la prima. Ma non solo per quello che riguarda sesso, amore ed eroicianni giovanili! No, anche prima. Per esempio: la prima volta che mi hanno allattato ho apprezzato la qualità del latte! La seconda volta mi sono accorto che anche il seno era di ottima qualità!
Da allora sono sempre stato un fan della seconda volta!
Siamo onesti: tutta la retorica che riempie di magia la prima volta si basa sostanzialmente su due dati fondamentali: la voglia che una cosa succeda e la preoccupazione di non essere all'altezza della medesima.
E quand'è che le cose riescono peggio? Quando sei condizionato dalle preoccupazioni!
Quindi, meglio la seconda! Sei più preparato e tutto il potenziale di imprevisti e probabilità che accompagna la prima volta non è ancora consumato.
E, soprattutto, credo che ognuno di noi abbia qualcosa che affronta sempre come fosse la prima volta, anche dopo duemila volte, magari facendo sempre gli stessi errori.
Siamo sicuri, per esempio, che Ulisse dopo l'odissea di sfighe che ha collezionato nel suo ultimo viaggio, oggi sceglierebbe una tranquilla proposta Alpitour?
Siamo sicuri che Robinson Crusoe, se naufragasse la settimana prossima, non rifarebbe lo stesso errore della volta scorsa: incontrare uno di Venerdì invece che di Domenica, scelta che avrebbe reso la convivenza molto più naturale? Chi lo sa?
Ma torniamo alla “seconda volta”, ce n'è una che tutti cambierebbero volentieri con la prima, ed è quella che evochiamo sempre con la frase: “Se nasco un'altra volta...”.
Chi di voi non ha mai detto nasco alto, biondo, con gli occhi azzurri, ricco e col permesso di entrare in centro con la macchina? Oppure se nasco un'altra volta: nasco di destra così posso incazzarmi con la sinistra senza starci così male?
E cosa ne dite di: se nasco un'altra volta tengo a una squadra giapponese così mi arrabbio solo per la scomodità del fuso orario?
Che fa il paio con: se nasco un'altra volta rinasco donna così quando non so cosa dire dico: “Voi uomini siete tutti uguali!” e poi posso mettermi col più stronzo dei miei spasimanti!
Insomma, rinascere sarebbe veramente la più bella “seconda volta”. Se mi facessero rinascere farei contenta persino l'ostetrica e mi presenterei diligentemente di testa come fanno tutti i bambini educati! Però,c'è un però: prima di poter rinascere bisogna per forza morire!
E se c'è una prima volta fastidiosa è la morte! Ed è una di quelle cose che, anche se sono un sostenitore della seconda volta, farei veramente fatica a fare due volte!
La morte è persino difficile farla in teatro: altro che seconda volta!
Ti può capitare di morire in pubblico tutte le sere per sei mesi di seguito e, credetemi, è difficile continuare a morire seriamente!
è questo che mi terrorizza! Sarò capace di arrivare a quel momento con la concentrazione necessaria? Con quel minimo di pathos che serve? Oppure anche questa volta qualcuno mi dirà: “Senta cerchi di essere all'altezza della situazione, queste sono cose che si fanno bene! Guardi che non ci sarà una seconda volta!”.
Sono pieno di dubbi sulla morte: non so se dopo rinascerò, non so dove andare dopo la cerimonia, non so come vestirmi, se si possono usare apparecchi laser e cd subito dopo la fase di decollo, ma se dovessi rinascere, giuro che non mi avventurerò mai più in discussioni così filosofiche. Questa è la prima e l'ultima volta che lo faccio!

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