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Perfetto difettoso

di Piero Pelù su Smemoranda 2001 - La seconda volta

Tra le esibizioni più controverse del primo periodo della mia vita sul palco, ci fu il concerto all'Andrea Del Sarto, una scuola jazz vicino al Manila. Esordii in modo coraggioso e arrogante: “Siamo venuti in una scuola jazz a insegnare la vera musica”. Trenta persone si alzarono e abbandonarono la sala. Ne rimasero altrettante: i nostri supporter, il contingente di affezionati. Avevo portato con me un po' di oggetti di recupero. Ho sempre coltivato la passione per i cassonettidell'immondizia. Nel 1979, girovagando per Firenze a notte fonda, avevo addirittura trovato una cassetta piena di cavi elettrici e, proprio in fondo, un meraviglioso microfono Shure degli anni Cinquanta che qualche pazzo aveva buttato via. Quella sera, prima di arrivare alla Andrea Del Sarto, mi fermai ai cassonetti di via Tornabuoni, tra i miei preferiti. Lì trovai una bella serie di elettrodomestici, tra cui un aspirapolvere, un paio di tubi al neon, una piccola lavatrice, una carcassa di televisore. Mi parve una buona idea distruggerli sul palco come segno, non tanto del progresso quanto della staticità del casalinghismo, che io vedevo in opposizione alla ribellione punk, un movimento davvero sempre in movimento. 
Alla fine della mia opera di distruzione, il palco sembrava un campo dibattaglia. Io, naturalmente, ero tutto coperto di tagli e sangue.  
Inutile dire che non ci fu mai un secondo invito, alla scuola di jazz Andrea Del Sarto.

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