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La seconda vita

di Raul Montanari su Smemoranda 2001 - La seconda volta

La seconda volta che verrò al mondo cercherò di evitare Milano. A giudicare dal numero di miliardari e cantanti rock che vanno ad abitare in Toscana, mi sa che in Toscana tanto vale nascerci, e così sia.
In questa mia seconda vita, che ora mi vedo davanti agli occhi e giàmi tira su di morale, non aspetterò troppo per farmi regalare un manuale illustrato del calcio, cosa che nella prima vita mi ha consentito un tale miglioramento nel dribbling da far sì che i miei compagni mi mettessero finalmente in squadra anche le volte che non ero io a procurare il pallone(prima capitava che mi lasciassero fuori anche se il pallone era mio, se è per questo.) Nella mia seconda vita, anzi, vedrò di nascere già dotato del talento calcistico assente nella prima,in modo da non passare il tempo in casa a leggere e giocare a scacchi.
Anche nella seconda vita che ho intenzione di vivere, intorno agli otto-nove anni martellerò i miei finché non mi regaleranno una chitarra. Stavolta però non mi aspetterò di trarne stupende melodie toccando le corde a caso, come è successo nella prima vita, ma spiegherò a mio padre che a questo punto tanto vale che tiri fuori i soldi per farmi dare qualche lezione. Appresa l'arte, prima o poi diventerò un noto cantante rock, guadagnerò parecchio e non avrò nemmeno bisogno di trasferirmi in Toscana, essendoci già nato.
Darò retta a mia madre, che nella mia prima vita mi ha fatto martire perché imparassi a sciare con il risultato di instillarmi un odio assassino contro la neve. Imparerò una buona volta a sciare, così mi romperò una gamba come è successo a tutti gli sciatori che conosco. Per completezza, imparerò anche a nuotare; in questo modo non mi annoierò al mare (non come nella prima vita, almeno)e andrò in giro in motoscafo e in barca a vela. Sommando queste capacità con la chitarra mi divertirò da matti e sarò l'idolo delle feste, mentre nella prima vita dopo un po' mi stufavo e volevo andare via.A proposito, magari sarà il caso che impari anche a ballare.
In generale, sarò meno timido con le ragazze. Mi sforzeròdi non avere l'idea che dietro capelli lunghi e risate e mani nascoste dentro le maniche dei maglioni si celino misteri che non sarò mai capace di penetrare. Non penserò più che le ragazze appartengano a una specie animale diversa dai maschi, e in particolare diversa da me. Penserò che sono timide come me e stupide e vulnerabili come me,il che mi semplificherà le cose in quegli anni micidiali che vanno dagli undici ai sedici, più o meno(dopo, perfino nella prima vita avevo cominciato a capirci di più.)
Nella mia seconda vita non rifarò l'errore commesso nella prima,quando accettai che i miei mi regalassero l'impianto hi-fi al posto del motorino (mia mamma aveva paura che cadessi e mi spaccassi qualche osso o peggio). Insisterò per il motorino, e quando me l'avranno preso e sarò caduto e mi sarò spaccato qualche osso (il peggio no,spero) e sarò bloccato in casa con il gesso mentre gli altri fuori giocheranno col mio pallone, be', voglio proprio vedere se i miei avranno la faccia di non comprarmi l'impianto hi-fi!
Nella seconda vita che mi attende cercherò di ricordarmi di tutte le scemenze fatte nella prima, di tutti gli errori, di tutti i momenti in cui avrei voluto scavarmi un buco in terra e sparire per due o tre mesi,di tutte le volte che mi sembrava che lei dicesse no per dire sì e invece diceva no per dire no (e viceversa; all'inizio sembra complicato,poi ci si fa la mano), di tutti i soldi buttati via in cazzate, di tutte le occasioni in cui potevo stare bene, in pace col mondo e con me stesso,e invece mi dilaniavo per problemi che a guardarli adesso non so se mi fanno più ridere o più rabbia. 
Non so se sarò felice, nella mia seconda vita, facendo tutto questo.Mi basterebbe non dover sognare, come adesso, di avere una seconda vita per rifare tutto daccapo. 
Anche perché a quel punto sarebbe la terza.

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