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Basta un caffè

di Alessandro Robecchi su Smemoranda 1999 - Va' a quel paese

Non c'è posto dove sei al sicuro, baby. Dovunque ti metti fai danni a qualcuno, è bene saperlo. Sulla gobba del Col du Ticka, in Marocco, per dirne una. Una strada lunga con un milione di curve che porta da Marrakech a Ouazarzate. In cima al passo ti vendono delle frecce di onice e ti fanno una tagine di capretto condita probabilmente con olio fiat, ma buona, però e con pure le prugne. In un certo periodo sul Col du Ticka e in tutto il Marocco era tutta una grande festa di boom economico. Qualche cervellone del marketing, magari a Oslo, magari a Tokyo, aveva scoperto che i fosfati nei detersivi facevano felici le massaie. Le lavatrici giravano e i marocchini scavavano i fosfati, le massaie erano raggianti. Dopo dieci anni di fosfati, per le massaie era normale, per i marocchini andava benino, in compenso i delfini morivano come mosche. Il mondo doveva scegliere: o i marocchini o i delfini. Oggi i marocchini estraggono un po' meno fosfati, i delfini schiattano un po' meno, la biancheria resta pulita perché a Oslo o a Tokyo hanno trovato qualche altra porcata da metter dentro ai detersivi. Tra il marocchino e il delfino esiste un ben noto conflitto di interessi, con l'aggravante che i delfini non possono presentarsi agli uffici marketing dei detersivia prendere a sberle qualcuno.
Però si può fare a sberle coi cinesi. Quando un miliardo dicinesi avranno un miliardo di frigoriferi è molto probabile che noinon avremo piùl'ozono. Eppure è un diritto elementare deicinesi avere il frigorifero, almeno quanto il nostro di avere l'ozono. Ese volessero anche la macchina? Un miliardo di utilitarie cinesi, con ifari a mandorla, che vi intasano i polmoni. C'è un conflitto d'interessianche con i cinesi, pare, anche senza delfini di mezzo, ma con i polmonimarci. Aggiungo che da quando hai cominciato a leggere sono nati almenoventi piccoli cinesi, futuri guidatori di automobili e possessori di frigoriferi.Puoi calcolare quanti altri ne nasceranno mentre ti procuri una mascheraantigas e le bombole per l'ossigeno. 
Tutte queste precauzioni e poi basta un caffè per ammazzare gli uccellini.Centinaia di specie migratorie arrivano dal nord America al centro America...il Nicaragua cinguetta, mangiano tutti insieme sugli alberi che stanno soprale piantagioni di caffè. Il caffè si coglie nel sottoboscoe si fa seccare al sole. Se non ci fossero gli alberi alti, il caffèpotrebbe essiccare sulle piante, molto piùeconomico. Per l'industriadel caffè, naturalmente, mica per gli uccellini che non hanno piùi loro alberi, spariscono specie intere. E nessuno, tanto meno le multinazionalidel caffè, vogliono riconvertirsi a mangiare le zanzare. Il caffèha contenuto il suo prezzo sul mercato mondiale, la concorrenza èterribile, soprattutto per gli uccellini: ogni cinque tazze ne ammazzi uno,e in piùti rende nervoso. E come se non bastasse aumentano gli insettinelle piantagioni di caffè. Così tra dieci anni si decideràche ci rivogliono gli uccellini e gli alberi, ma piante così ci mettonodecenni a crescere e gli uccellini chi li avverte, si manda un telegramma?Posti normali, senza conflitti d'interesse, ho paura che non ce n'èpiùmolti, sulle cartine. Posti al sicuro non ce n'è più.Certo, sono bellissimi i mari, azzurri fino al bianco e blu fino al blu...grandi mari e piccoli mari, come il Mediterraneo. Piccolo mare con un nobilenome: per questo forse l'hanno chiamata così, la grande petroliera,The Mediterranean. In una vita precedente si chiamava Exxon Valdez, si eraspaccata di fronte all'Alaska e aveva impestato tutto, foche, pinguini ecormorani. Undici milioni di galloni di petrolio greggio, per la precisione.Adesso viaggia qui, nel piccolo mare, carica di milioni di tonnellate dipetrolio, dicono che è piùsicuro. Non vedo di cosa aver paura:qui mica ci sono i pinguini.

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