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Uhè, contingenza

di Claudio Bisio su Smemoranda 1999 - Va' a quel paese

Va' a quel paese! E'così semplice, bello, puro a volte mandare qualcuno a quel paese.O anche esserci mandati. E perché invece quando ne facciamo il resocontoagli amici, vogliamo bullarci? Perché, quando raccontiamo di unadiscussione un po' accesa, meglio ancora una LITE botta e risposta, assegnamoai buoni - noi, sempre, buoni - una postura rilassata, un tono conciliante,un timbro caldo e suadente della voce, verbi perfetti, e ai cattivi unavoce da pirla, muscoli della faccia tesi, verbi sbagliati? E' così,eh! Nei resoconti noi diventiamo Franco Nero - anche le donne, tutti quanticoi baffi -, e l'altro parla come se avesse un'arancia in bocca. Esempio:comunque siano andati i fatti, io racconterò un tamponamento d'autopiù o meno così: "Niente cara, ero lì al semaforo,c'era verde, avevo la precedenza... arriva un cretino che mi schianta lafiancata, mi sfrisa persino il fanalino. Io scendo, lo guardo e gli dico:'Mi scusi, gentilmente, io provenivo da destra. Ecco, il codice della stradadi questo nostro bel paese che si è dato delle regole che tutti dovremmorispettare, prevede che la precedenza l'abbia colui il quale proviene dadestra. Ora, provenendo io da destra, che cosa avrebbe dovuto fare lei neimiei confronti per quanto riguarda la precedenza?!?' e lui: 'MO QUOLE COZZODO PROCEDONZA!!!'". Ecco: secondo questa versione, l'altro avrebbedetto testualmente: "Mo quole cozzo do procedonza" tutto con laO. Noi lì a ricordargli, e pure con un certo stile, una norma fondamentaledel codice e lui: o è l'autore di Goroboldo fofforòto (vela ricordate, Garibaldi fu ferito tutta con la 'o', che poi diventava Garabalda,Gherebelde o Gerebelde, a seconda! Io mi ero specializzato e riuscivo afarla con la 'p': GPRPBPLDPFPFPRPTP!!!) oppure ha ingoiato un piccione.O è un deficiente. Non ci sono alternative. Noterete, poi, che secondola nostra versione gli argomenti del nemico sono assolutamente privi dicontenuto logico. Ma SEMPRE. Un altro racconto-tipo: "Niente cara,arriva questo e gli faccio: 'Mi consenta. Questo, lo vede?, è unpasso carraio e io attendo di uscire da ore. Ora, lei avrebbe dovuto comeminimo... optimum sarebbe stato non lasciare la macchina in siffatto luogo,o quantomeno lasciare la folle, o perlomeno un biglietto nel tergicristalliindicante il negozio in cui si era recato... o no?' e lui: 'EH, ALLORA,QUI E Là, IL PASSO CARRAIO E MICA IL PASSO CARRAIO, E POI SE VOLEVAPASSAVA, E UNA COSA E L'ALTRA'". Cosa vuol dire: "Il passo carraioe MICA il passo carraio"? "Una cosa e l'altra?". Ma COSA!?!Parla, cazzo, esprimiti! Uhè, 'una cosa e l'altra', dico a te! Perchéa proposito!: è fondamentale, nelle liti, iniziare la propria frasecon l'ultima del nemico, però usata come epiteto. Esempio: uno dice"Per me non sei in grado di comprendere la contingenza" 'Uhè,contingenza, io non sarò in grado, ma tu...' eccetera. E attenzione:maggiore è l'effetto che si vuole ottenere quanto più lungoè il frammento acquisito: "Guarda, ti dico che l'esca miglioreper il branzino è la mosca amaranto dei lecci, trattata con la moussedi peperoni" "Uhè, mosca amaranto dei lecci trattata conla mousse di peperoni!..." Di solito il racconto si chiude con "Potevoammazzarlo, ma non volevo sporcarmi le mani". Nei racconti, stavamoSEMPRE per ammazzarlo ma poi... "Non vale la pena andare in galeraper un pirla", oppure "Meno male che c'era un signore che mi haportato via perché se no me lo mangiavo". Questo nel caso incui non abbiamo combinato niente. Oppure, caso B, caso in cui ci sia stataeffettivamente una colluttazione, raccontiamo di avere vinto il nemico,che può essere un quadrumane che si nutre di resti umani smembrati,avvolto in un poncho fatto con la propria fedina penale MA!!!... noi siamoriusciti a DIRGLI qualcosa di così definitivo e tremendo, cosìumiliante che lui: "HOEUH, NON HA PIU' DETTO UNA PAROLA. E' rimastoMUTO e se n'è ANDATO! Lui e il troione." Perché il piùdelle volte c'è 'il troione' che può essere anche sua sorelladi nove anni, badessa, sordomuta, Nobel per la pace, che ci dava ragione,ma nel racconto diventa troione. E l'altro rimane sempre muto, non dice'più una parola' e 'se ne va'. Con il troione in lacrime. "Masolo perché ero in buona!".

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