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Un'altra media

di Alessandro Robecchi su Smemoranda 2006 - Immagina che...

Sapete la storiella, no?
Uno ha un pollo e un altro ha un bello zero fritto, quindi la media dice che ognuno ha mezzo pollo.
"Che culo, ci sto!", dirà quello che non aveva niente.
"Tanto è solo una media, una cosa teorica", dirà quell’altro, stringendosi al petto il suo pollo tutto intero.
Dunque la media in un certo senso è una cosa immaginaria. Ma se è una cosa immaginaria, perché diavolo non possiamo immaginarcela in un altro modo? Non serve a questo, l’immaginazione?
Esempio di gioco di società: qualcuno grida "media!" e d’incanto le medie si ricompongono veramente.
Non è un gioco facile, ma immaginarselo non costa niente. La vita sarebbe una cosa diversa, ammettetelo.
Magari, mentre leggete queste righe vi sta citofonando quel rompicoglioni che vuole il suo mezzo pollo, bisogna abituarsi, collaborare. Può anche darsi che siate voi ad andare dal vicino sfoderando il sorriso perfetto: "Ehi, amico, mi servirebbe il mio turno con l’idromassaggio, sai è la media".
Per non complicare troppo, consiglierei di tenere fuori da questa faccenda le cose personali, la famiglia e gli affetti, se no non si finisce più.
Certo, io potrei pretendere lo 0,7 per cento di donne che mi spetta dalla media, ma non vorrei che si presentasse qualcuno a chiedermi lo 0,36 di bambino che ho in più della media. È una faccenda delicata, da immaginare con una certa prudenza.

Già, è ovvio che non sarà così facile, è un gioco che funziona bene sulla carta – le istruzioni sono perfette – ma nella realtà può creare qualche problemino, un po' come il comunismo. Per esempio, son buoni tutti di scherzare su mezzo pollo, ma cosa succede quando un milione di mozambicani (faccio per dire) si presentano a Napoli a dire, "Ehi, voglio anch'io la mia mezza pizza"? Non sarà facile, credetemi.
Non voglio essere presente il giorno in cui dieci milioni di nigeriani arriveranno a Las Vegas dicendo "vorremmo anche noi campare con 45 dollari al giorno invece che uno e mezzo". Beh, gente, credo che sarà imbarazzante.
Ora, di fronte a questo immaginario (?) giochetto si può reagire in due modi.

Uno. Costruire un bunker attorno al proprio pollo intero e sparare su chiunque si avvicini chiedendo mezzo pollo.
È un metodo, anche se finirete per spendere l’equivalente di trenta polli per difendere un pollo solo.
E in più può capitare ai più sensibili che mangiando il loro pollo intero si sentano delle vere merdacce, considerato che il mondo è un posto abbastanza senza polli. È la regola, baby: in un mondo con pochi polli chi ha un pollo intero sta sulle palle a tutti.

Due. Fare in modo, in qualche modo, che gli estremi della media si avvicinino, che non si finisca a scannarsi per mezzo litro d'acqua, perché uno che ha un litro intero può brindare tranquillo, ma quello che ha molta sete perde facilmente la testa e tende a diventare nervoso. Dargli un bicchier d’acqua, in questo caso, sarebbe un’ottima assicurazione sulla vita.
Immaginiamoci allora un’altra media: uno ha il 60 per cento di pollo e l’altro ha il 40 per cento. Una cosa più umana, per cui nessuno è proprio ricco da far schifo e nessuno è proprio povero in canna. È vero, la media è sempre mezzo pollo a testa, ma nessuno dei due si sentirà truffato. Visto?
Immaginarselo è possibile, è addirittura facile e non costa niente. Certo che è una cosa proprio difficile.

Ma, sotto sotto, ho come la sensazione che sia meglio che scannarsi per quel fottuto mezzo pollo per tutti i secoli a venire.

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