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Welcome gratacù

di Enrico Bertolino su Smemoranda 1999 - Va' a quel paese

La premessa èovviamente quella che lo straniero conosca minimamente la lingua italiana,principale prerequisito per poterla leggere. Grazie a questo ingegnoso stratagemmasi possono selezionare i turisti, semplici rompipalle con macchina fotograficae briciole per i piccioni (di solito Giapponesi), da coloro che voglionoseriamente approfondire, dopo una permanenza prolungata sul territorio Celtico,l'uso del dialetto, al fine di non essere allontanati in caso di repentinaSecessione, oppure fare la fine di Mandingo o Kunta Kinte!! Andiamo oraa valutare le situazioni e le frasi che suggeriamo di utilizzare per nonessere trattati da turisti, cioè da pirla. Alla Stazione, se il trenonon c'è oppure, come il mitico Eurostar, c'è ma non si apre,tanto da essere soprannominato “Eurostar... lì” per lasua proverbiale immobilità a porte chiuse, le frasi da pronunciaread alta voce sono le seguenti: “Ma l'è mai pusibil, l'èun'ura che spetum cume di pirla!” (Ma non è possibile, èun'ora che aspettiamo come delle trottole, traduzione letterale di Pirla,che in accezione negativa ha un significato anatomico autodescrittivo).Oppure, se si vuole avere l'attenzione immediata e il consenso corale: “Quanduel gh'era lù, el Bògia, i tren arivaven semper in urari “(Quando c'era lui, il Testone, i treni arrivavano sempre in orario! Da nonpronunciare nelle stazioni di Bologna, Napoli, e altre città conmaggioranza centro-sinistra... almeno per ora!!”). Ristorante-Milano:“Oeh Nino, la fouffa daghela ai tedesc, th'è capì! “(Ehi, Cameriere, il menu turistico dallo ai turisti tedeschi! Evitando diordinare la sesta birra per non dare nell'occhio... o viceversa riceverciqualcosa!). 
Ristorante-Bergamo: “Schatin, dam un Piatiii de polenta e oseii cuntal gras de rost!” (Giovanotto, portami un piatto di polenta con lequaglie, condite con il sugo derivato dall'arrosto! Importante qui l'inserimentodella preposizione “Cunt al” cioè con il, altrimenti “Grassde Rost!” che, detto così, sembra un piatto francese, per unBergamasco è un insulto tipo “maledetto Rompipalle!”) Datoche gli stranieri in Italia li trovi sempre alla stazione o al ristorantee se vanno nei musei hanno le guide o dormono, mentre se li derubano, preferisconosacramentare nella loro lingua, questo breve prontuario finisce con alcuniintercalari, molto utilizzati nella lingua inglese, che potrebbero risultareutili in svariate situazioni!

“Listen = Ascoltami = Dam a traà!” 
“Come on! = Suvvia, andiamo! = Aluraa, disciulet!” Bergamo = “Daidoca...(Solo esortativo!) = “Pota,... (solo giustificativo) es.: “Daidoca,moevet! Pòta, poedi mia...” (Allora, sbrigati! Suvvia, non posso!)
“Don't worry = Non preoccuparti = Lasaa faà!” 
“Don't touch me = Non mi tocchi = Giò i man de doss!” 
“Let me see = Mi lasci vedere = Fa vedè, brau!”
“Are you crazy? = Lei è pazzo? = Ma te buscet? “ Affermativo:“Ma ti te set mat me un caval!” Bergamo città = “Dondt'ha heet coi sentimench?” (Ma dove vai con i sentimenti?). 
E per finire... 
“Stop it! = Smettila = Muchela! Daghen un tai! e Va da Via el Cù!”
E se il destinatario è grosso e mostra di non gradire... usare subitola frase successiva “Ok-it's ok. I was joking! = Tutto ok, nessun problema”= “Va ben, va ben, vou mi da via el cù seri dumà drèa schersaa!”

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